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Bagheria. Storia di Giusy da anni affetta dalla fibromialgia. Iniziata la marcia

martedì 23 Aprile 2019, 14:26   Attualità  

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di Martino Grasso

Da 10 anni convive con la fibromialgia, una malattia invalidante, purtroppo non riconosciuta e per la quale, al momento attuale non esistono cure specifiche.E’ anche affetta dalla sindrome di Behcet. Un’altra patologia che le ha ridotto la vista.
Si chiama Giusy Fabio, ha 44 anni, è sposata e mamma di un ragazzo di 17 anni.
Ha deciso di portare avanti le sue battaglie con il sorriso sulle labbra.
Da quando conosce il nome della sua patologia ha deciso di aprirsi al mondo per chiamare a raccolta altri malati e insieme lottare per avere riconosciuti i loro diritti. A Bagheria e dintorni sono almeno 400 le persone affette da questa patologia invisibile.
Dal 27 aprile partecipa ad una marcia che la porterà, 9 giorni dopo, il 5 maggio, ad Agrigento, con alcune tappe intermedie in vari centri siciliani, per fare conoscere la fibromilagia, insieme ad altre persone affette dalla malattia.
I problemi di salute di Giusy sono nati circa 10 anni fa.
“Stavo male, avevo forti dolori in tutto il corpo. Sono iniziati i ricoveri senza però portare a nulla. Il mio corpo era come impazzito. Avevo una stanchezza cronica. Ma non c’era nessuna diagnosi per quello che avevo. Qualcuno mi aveva persino detto che era frutto della mia immaginazione. Io continuavo a stare male e a parte la mia famiglia nessuno sembrava crederci”.
La svolta è arrivata nel 2015, quando Giusy si reca a Milano in un centro dove pensava potessero aiutarla.
“Ho conosciuto il professore Piercarlo Sazi Puttini che finalmente mi ha detto di cosa ero affetta. E ha dato un nome alla mia malattia. Mi sono fidata ciecamente di lui. Piano piano sono andata avanti. Non esistono cure ma ho imparato a convivere con la mia malattia. Inoltre nel 2015 ho scoperto di essere anche affetta dalla sindrome di Behcet che mi ha creato problemi alla vista. Per questo motivo non guido molto e a lavoro ci vado in treno.”
Giusy ha sempre avuto al suo fianco la sua famiglia, il marito Francesco e il figlio Giuseppe.
Fa parte dell’associazione Aisf Onlus di cui è vicepresidente e referente della Sicilia. Va in giro in lungo e largo per l’Italia per fare conoscere la sua storia. Ha scoperto che nella sola zona di Bagheria i malati sono circa 400.
Il 27 aprile ha preso il via la “Magna via Franchigena”. Sono 33 persone a piedi fino ad Agrigento, dove arriveranno il 5 maggio. Faranno delle tappe intermedie in alcuni comuni dove incontreranno altre persone.
“Molti si sono messi a disposizione per aiutarci. Devo ringraziare soprattutto il comune di Bagheria che ci ha messo a disposizione un pulmino. Vogliamo riconosciuti i nostri diritti.”
L’esperienza per Giusy ha un sapore molto privato e intenso. “Per me questo sarà un cammino dentro me stessa. Per incontrare Giusy. Voglio affrontare e vincere le mie paure”.

 

 

 
 
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