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La tragica fine della squadra del Torino

sabato 4 Maggio 2019, 21:48   L'Opinione  

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di Giuseppe Martorana

Stavo ascoltando la radio, quando improvvisamente l’annunciatrice interruppe la trasmissione premettendo che doveva comunicare una cattiva notizia, una sciagura aerea: “Alle ore 17,05, sulla collina torinese di Superga, si è schiantato l’aereo che riportava a casa il Torino dopo un’amichevole a Lisbona contro il Benfica. Tutti i 31 componenti sono morti”.

La data è quella del 4 maggio 1949; non avevo ancora compiuto 12 anni, mi sono spuntate le lacrime, tutti in famiglia siamo rimasti impietriti. La commozione in tutta Italia fu generale. Il Torino era la squadra di tutti perché rappresentava all’80% la nazionale italiana; muoiono 18 giocatori, 3 tecnici, 3 dirigenti, 3 giornalisti e i 4 membri dell’equipaggio.

Il 5 maggio Torino ammutolì: cinquecento mila persone seguirono i funerali delle 31 vittime. Così, tragicamente, terminava l’era del grande Torino; così i granata entravano definitivamente nella leggenda, una leggenda, di cui avevano già scritto pagine memorabili sui campi di gioco.

Mancavano 4 giornate al termine del campionato di Serie A; Inter e Milan proposero che lo scudetto fosse assegnato d’ufficio al Torino. Il Consiglio Federale del 6 maggio 1949 deliberò in tal senso. I granata scendono in campo con la squadra “Ragazzi”, così come le squadre avversarie: Fiorentina, Genoa, Palermo e Sampdoria.

Nel girone di andata, avevo seguito la radiocronaca di Nicolò Carosio che vedeva il Torino impegnato alla Favorita. Siamo al 6 gennaio 1949, era una giornata invernale caratterizzata da piogge intermittenti. Quando all’inizio del secondo tempo – in quel periodo veniva trasmesso solo il secondo tempo – Nicolò Carosio comunicò il risultato del 1° tempo (0-2 per il Torino) ci fu in me un certo scoramento, ma il Palermo aveva giocato bene. Nel 2° tempo, con una gara encomiabile, prima Milani, poi Pavesi, riportarono il risultato sul 2-2; ma c’è di più: a 3 minuti dalla fine De Santis sprecò la palla di un successo che sarebbe stato epico.

Questi i giocatori del Palermo in quella stagione (1948-49): Sentimenti II, Masci, Valsecchi, Boniforti, Buzzecoli, Piccinini, Conti, Milani (1), Marzani, Moretti, Pavesi, Torti, Di Bella, Vycpalek, De Santis, Casuzzi, Chanco, Sforza. Allenatore Varglien II.

Una formazione del Torino: Bacigalupo; Ballarin I, Maroso; Castigliano, Rigamonti, Martelli; Menti II, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Altri: Grezar, Operto, Fadini, Bongiorni, Giuliani.

Subito dopo la tragedia, i cantastorie hanno dedicato una struggente ballata a quella vicenda, nominando i nomi dei caduti uno per uno. Ricordo, però, solo questo verso: Ballarin, Castigliano all’istante, hanno fatto una fine crudel.

(1) Andrea Milani (1919) – Centromediano nella formazione del Palermo e, in precedenza, di Inter e Verona, fu allenatore della nostra squadra nei campionati di Quarta Serie 1956-57 e 1957-58.

PIAZZA DEDICATA AL GRANDE TORINO

Su iniziativa dell’Amministrazione comunale e di alcuni vecchi sportivi bagheresi, al Grande Torino è stata dedicata una piazza. Si tratta dello spazio compreso tra via Alcide De Gasperi (che termina all’incrocio con via Roccaforte) e il lato tribuna dello Stadio comunale. Nel 2009, alla presenza di Franco Ossola, figlio dell’omonimo giocatore, si è reso omaggio all’invincibile squadra del Torino che come è noto perì nel disastro aereo della Basilica di Superga, il 4 maggio 1949. Nel 2010 è stata la volta dell’ottantenne signora Carla Maroso, vedova di Virgilio Maroso, anche lui caduto a soli 23 anni nel disastro, a venire a Bagheria e recarsi allo stadio comunale, dove si ammira la targa dedicata alla squadra del Grande Torino. E’ stata accompagnata dal sindaco Biagio Sciortino e dall’assessore allo sport Emanuele Tornatore. Erano presenti numerosi tifosi che vestivano la maglia granata.

 
 
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