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Palermo. Operazione “cuci e scuci” della polizia. Scoperti appalti truccati

martedì 7 Maggio 2019, 10:18   Cronaca  

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La Polizia di Stato, con l’operazione “Cuci e Scuci”, su disposizione della Procura della Repubblica di Palermo, ha dato esecuzione ad un Ordinanza di applicazione di Misure Cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, nei confronti di 14 soggetti che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffe aggravate ai danni dello Stato.

Le complesse indagini sono state curate dai poliziotti dalla sezione “Anticorruzione” della Squadra Mobile di Palermo che hanno raccolto numerosi indizi  per i gravi reati menzionati a carico di diversi Pubblici Ufficiali in servizio presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche con sede a Palermo.

E’ da sottolineare come, per la prima volta a Palermo ed una delle prime a livello nazionale, il provvedimento cautelare preveda la misura del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per mesi 12 (recentemente introdotta dalla cd legge spazzacorrotti”)   a carico di 8 imprenditori.  

L’ambito investigativo toccato dall’indagine riguarda principalmente appalti pubblici finanziati con fondi del Ministero Infrastrutture e Trasporti ( MIT) –  in particolare per la cd edilizia scolastica- o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato, utilizzati per fini istituzionali o di pubblica utilità.  

Le investigazioni condotte hanno carpito la consegna di molteplici tangenti il cui importo corrispondeva all’incirca al 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.

Il modus illecito adottato  consentiva all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai funzionari infedeli, restando di fatto a carico dello Stato.

Gli appalti pubblici in questione riguardano 5 Scuole situate nelle province di Palermo, Enna e Catania, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e destinato all’arma dei Carabinieri per esigenze alloggiative del personale ed altro immobile sito a Capaci, destinato alla nuova Stazione dei Carabinieri della cittadina.

 
 
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