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L’opera pionieristica del sacerdote Castronovo

venerdì 14 Giugno 2019, 22:09   L'Opinione  

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di Giuseppe Martorana

In altre occasioni ho parlato diffusamente del sacerdote Francesco Castronovo in merito all’azione educativa da lui espletata, sia come insegnante delle nostre scuole elementari, sia come sacerdote nella Chiesa delle Anime Sante prima, e di arciprete della Chiesa Madre poi.
Le due attività, in sostanza, sono state coincidenti. Conseguì, infatti, l’Ordine Sacerdotale nel 1862 e un anno dopo – anno scolastico 1863-64 – cominciò a insegnare in quarta elementare che rappresentava l’ultima classe prima del passaggio al Ginnasio inferiore (oggi Scuola Media di 1° grado). Con l’inizio dello stesso anno scolastico, il sacerdote Castronovo fondò l’istituto privato Convitto Manzoni destinato ai ragazzi che volevano continuare gli studi dopo le elementari, mentre è un falso storico che abbia fatto nascere anche le prime scuole elementari municipali.
In precedenza, durante il Regno delle Due Sicilie, a Bagheria, a decorrere dal 1829, cioè tre anni dopo la nascita del comune, erano state istituite solo la 1^ e la 2^ classe maschili a carico del bilancio municipale. Così prevedeva la legge borbonica. Le innovazioni si ebbero dopo la costituzione del Regno d’Italia avvenuta nel 1861, con l’istituzione anche delle classi terze e quarte maschili, delle classi femminili e della scuola materna. Funzionavano dei corsi di scuola serale per gli adulti – le cosiddette scuole serotine – nelle quali insegnò anche Padre Castronovo.
Da quel momento, dopo anni e anni di analfabetismo, oscurantismo e ignoranza, Bagheria cominciò a fare passi da gigante e, sebbene lentamente, nel nostro territorio divenne all’avanguardia nel campo scolastico e culturale. L’azione del sacerdote Francesco Castronovo si dimostrò molto efficace anche verso l’emancipazione femminile perché, con l’arma della persuasione, seppe inoculare nella mentalità retrograda dei genitori il “virus” dell’istruzione, facendo loro intendere che anche per le ragazze non doveva essere più un tabù il loro inserimento nel mondo del lavoro. Certo il suo compito fu più facile presso le famiglie benestanti le quali cominciarono a scuotersi dal loro torpore e acconsentirono che anche le femmine si recassero a Palermo per frequentarvi le scuole ginnasiali o quelle magistrali. Chi si apprestava a conseguire il titolo di maestro/a chiedeva sempre di essere autorizzato/a a fare il tirocinio nella sua classe.
Molti nostri concittadini, nel tempo, hanno espresso giudizi positivi sull’opera dell’educatore Castronovo il quale, tra l’altro, nel 1871, aveva ricevuto dalla nostra Amministrazione l’incarico di direttore didattico delle scuole, carica che mantenne fino al 1890 quando fu nominato arciprete della Chiesa Madre. Contemporaneamente lasciò anche la titolarità della quarta classe maschile di cui era “proprietario”. Ciò significava che ogni anno accoglieva gli alunni provenienti dalla terza classe di cui il “proprietario”, dal 1870 in poi, fu il maestro Carlo Gargano.
Intanto, un giudizio su Francesco Castronovo ce lo dà chi lo ha avuto come collega e come direttore didattico cioè il maestro Beniamino Cosentino che disse: “Come direttore didattico Padre Castrponovo veniva quasi tutti i giorni nella mia scuola, la 5^ classe, mi si sedeva a fianco, dava un’occhiata al mio registro di classe, un’altra al diario ed era solito esclamare: Bravo! E dopo avere conversato meco sull’itinerario della giornata, mettevasi a discorrere familiarmente coi miei discepoli per accertarsi che le cose insegnate fossero state bene apprese. Durava così, in una piacevole conversazione, una buona oretta, quando, carezzati i più bravi e fatte delle amichevoli raccomandazioni, tornava a stringermi la mano con la solita effusione di affetto. Poi, ripetuta la consueta parola di compiacimento sincero: Bravo! E sorridendo sempre di quel sorriso dolce, che era l’espressione dell’intima bontà, si accomiatava”. (Intervento in “Il Prof Francesco Castronovo nella sua lunga opera educativa).
Il poeta Nino Cirrincione – deceduto nel 2011 – scrisse di lui: “E’ vissuto in un periodo di conflittualità sociale, la distruzione dei nostri floridi vigneti, i tempi dell’erosione della proprietà aristocratica e poi quella della proprietà ecclesiale, che ha visto il clero diviso, una parte simpatizzante e garibaldina e l’altra carica di dubbi contro lo Stato e addirittura passata all’opposizione. Educare era il carattere essenziale, era il suo modo d’inginocchiare superbi e prepotenti. Ha dato con la sua opera un colpo sostanziale al tronco dell’ignoranza”. (1)
In Atti del Convegno sul nostro grande educatore, Stefano Battaglia, presidente del Lions Club Bagheria nel 1998-99, disse di lui: “Grazie a Francesco Castronovo, quarant’anni dopo, Bagheria aveva la più alta percentuale in assoluto di professori universitari. Ben quattro di essi insegnavano addirittura nella capitale d’Italia (Scaduto, giurista, Bagnera, matematico, Lo Monaco, fisiologo, Cirincione, oculista). Scaduto, nel 1913, sarà anche rettore dell’Ateneo romano, Il sac. Castronovo ebbe il merito di intuire il bisogno intellettuale e morale dei suoi concittadini… e prodigò la sua opera nell’educazione e nell’insegnamento dei giovani”. (2)

Ecco quanto espresso dal sac. Francesco Michele Stabile: “Castronovo aveva appreso dai suoi maestri del Seminario che il prete doveva avere un ruolo sociale di formazione del popolo. A differenza di tanti preti che si dedicavano all’insegnamento come maestri di scuola comunale per motivi di sopravvivenza economica, la scelta di educatore del prete Castronovo fu ispirata alla sua sensibilità religiosa e civile e fu connaturale alla sua visione del prete e alla sua inclinazione e vocazione. Non so se il popolo bagherese fu più felice come credeva il Castronovo, ma certamente si aprivano condizioni di vita più umane, anche se i vantaggi erano colti più dalla borghesia locale che più facilmente poteva permettere ai propri figli la continuazione degli studi”. (2)

Il prof. Natale Tedesco esamina in modo particolareggiato la società in cui si trovò a operare il suo illustre progenitore, facendoci quasi rivivere quel periodo storico. Il giudizio che dà è del tutto lineare e conforme all’operosità dello zio della quale, però, altri storici e studiosi hanno espresso valutazioni e apprezzamenti ben più significativi. Dice il prof. Tedesco: “Sullo stato deprecabile delle scuole pubbliche e private in Sicilia, a Bagheria soprattutto, all’inizio dell’apostolato di Castronovo, basti ricordare che si riscontra una presenza impressionante di analfabetismo generale (i maschi facevano pochi anni e poi andavano a compiere lavori manuali, anche quelli di famiglie abbienti, magari li facevano da figli di proprietari ma li andavano a fare, le donne erano addirittura escluse dalla scuola)… Appena nove anni dopo il suo esordio di educatore, nel 1871 Francesco viene nominato direttore didattico delle scuole. Egli comprese subito che doveva operare non solo nelle scuole, ma anche nella società, intervenire nelle case dei non abbienti per aiutarli economicamente, come fece, nelle case degli abbienti per fare intendere loro l’importanza dell’educazione linguistica e letteraria, del superamento dei soli interessi economici e fondò l’Istituto-Convitto che intitolò ad Alessandro Manzoni”. (2)

Inoltre non posso non evidenziare il giudizio del prof. Mons. Matteo Di Fiore, durante la conferenza commemorativa, in occasione del trecentennale della fondazione di Bagheria (1658-1958), sul tema Prof. Sac. Francesco Castronovo: “Riuscì apostolo accostandosi alla realtà cruda e acerba, penetrando con finissimo tatto e con intelligente intuito negli ambienti più retrivi… emula un grande educatore umanistico del Quattrocento letterario e pedagogico italiano, Vittorino da Feltre; eredita da Lui i più moderni metodi e sussidi… al fine di strappare i fanciulli dal vecchio ambiente che vuole riscattare e, demolito, con ferrea volontà ricostruire”. (3)

(1) “Don Castronovo, un educatore al servizio di Dio”, in periodico “Bagheria” del nov. 1999, diretto dal sacerdote Luciano Catalano –

(2) Atti del convegno su Francesco Castronovo, Sacerdote ed Educatore. La figura e l’opera nel 1° Centenario della morte – a cura del Lions Club Bagheria,1999.

(3) Volumetto edito a cura del Municipio di Bagheria il 21 dicembre 1958 – La data di nascita del comune di Bagheria è il 21 settembre 1826, mentre il 1658 è considerato l’anno di fondazione, poiché avviene la costruzione del Palazzo Butera da parte della Famiglia Branciforte, primo nucleo abitativo nel nostro territorio.

 
 
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