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Palermo. Ficarra e Gelarda (Lega) “ricostituire le Provincie”

sabato 22 Giugno 2019, 09:33   Attualità  

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“Un tavolo regionale da costituire per ciascuna area interessata che possa davvero incasellare il percorso di ricostituzione delle ex province. Lanciamo questa iniziativa che vuole essere una mano tesa alla proposta del sottosegretario all’Interno della Lega, Stefano Candiani, di riscrittura del testo unico che regolamenta i vecchi enti provinciali, cancellati dalla norma scellerata voluta dall’ex ministro Pd, Graziano Delrio”. È la proposta avanzata da Elio Ficarra, responsabile degli enti locali per la provincia di Palermo e vice capogruppo al consiglio comunale della Lega, insieme a Igor Gelarda responsabile Enti locali per la Sicilia e capogruppo del partito della Lega al Comune di Palermo.
L’iniziativa è stata promossa rispetto alle recenti prese di posizioni del sottosegretario all’Interno della Lega, Stefano Candiani, e commissario in Sicilia del partito di Salvini, proprio sul tema del ripristino delle province.
“Quanto ribadito in questi giorni dal senatore Candiani durante un incontro su questa tematica – hanno aggiunto gli esponenti leghisti – conferma la stortura del provvedimento attuato. Il nostro vuole essere un contributo e un pungolo ad una battaglia che deve essere portata fino in fondo con tutti i mezzi. Siamo assolutamente d’accordo con lui che ha parlato ‘di indebolimento delle istituzioni e del rischio concreto di disattendere quelle che sono le esigenze dei cittadini nei vari territori del nostro Paese’.
“Il tavolo che si andrà a costituire – hanno detto infine Ficarra e Gelarda – può essere il luogo deputato dove confrontarsi, individuando tutti quegli strumenti normativi che esistono e quelli da normare, per far sì che gli enti possano rinascere mantenendo l’originaria peculiarità per i quali sono stati costituiti. E cioè la valorizzazione delle culture locali, la gestione dei servizi e il diritto da parte dei cittadini dell’esercizio di elezione diretta che, ad oggi, di fatto è stato surrogato”.
                                                                                                                                                                          Gaetano Cafìci

 

 
 
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