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Bagheria. Domenica 28 luglio manifestazione in ricordo di Rocco Chinnici

giovedì 25 Luglio 2019, 12:20   Cultura  

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Legalità e lotta alla mafia dai Palazzi di Giustizia ai luoghi dell’educazione è il titolo dell’iniziativa organizzata dal Comune di Bagheria in ricordo di Rocco Chinnici il magistrato ucciso con una Fiat 126 verde, imbottita con 75 kg di esplosivo parcheggiata davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo.
L’evento che si svolgerà domenica 28 luglio 2019, alle ore 19,00,  a villa Cattolica, a poche ore dalla data del ricordo della morte del magistrato avvenuta  alle 8 del mattino del 29 luglio 1983, nasce da un’idea dello sceneggiatore bagherese Paolo Pintacuda che ha proposto all’amministrazione la proiezione del cortometraggio “Processo a Chinnici”, il docufilm prodotto da Va­len­ti­no Pi­co­ne, in­sie­me a Sal­vo Fi­car­ra per la Tramp Li­mi­ted e diretto da Marco Maria Correnti.
La proiezione sarà anticipata da un breve dibattito cui parteciperanno dopo i saluti istituzionali del sindaco Filippo Maria Tripoli e del vicesindaco Daniele Vella, il  Dirigente del commissariato di Polizia di Stato di Bagheria Leoluca Rocchè, il docente di Procedura Penale dell’università di Palermo, il professore Giuseppe Di Chiara, il segretario del Centro Studi Pio La Torre Agostino D’ Amato, il parlamentare della Commissione Antimafia Nazionale l’onorevole Carmelo Miceli, e a chiudere il convegno  l’europarlamentare Caterina Chinnici, figlia del magistrato. 
A moderare il convegno la giornalista Marina Mancini, ad introdurlo l’ideatore Paolo Pintacuda.
Dopo il dibattito e prima della proiezione del docu-film prenderanno la parola il regista di “Processo a Chinnici” Marco Maria Correnti, lo sceneggiatore Giovanni Furnari e la direttrice artistica  Rosita Ferraro.
Nel corto il magistrato viene fantasticamente processato per ec­ces­so di le­ga­li­tà. Tra i capi di im­pu­ta­zio­ne aver in­de­bo­li­to il so­li­do rap­por­to tra Sta­to e ma­fia, aver mi­glio­ra­to la giu­sti­zia, aver in­tui­to, sen­za l’a­iu­to dei pen­ti­ti, i mec­ca­ni­smi e i rap­por­ti ge­ne­ra­ti dai ma­fio­si. E, so­prat­tut­to, aver dato vita, nel 1980, al pool an­ti­ma­fia in cui coin­vol­se an­che i giu­di­ci Gio­van­ni Fal­co­ne e Pao­lo Bor­sel­li­no.
Il corto ha un intento didattico; sono infatti un grup­po di stu­den­ti del­la scuo­la se­con­da­ria di pri­mo gra­do Co­smo Gua­stel­la di Mi­sil­me­ri, dove era nato il magistrato siciliano,  che si sono tra­sfor­ma­ti in at­to­ri in erba per dar vita alla sto­ria scrit­ta in oc­ca­sio­ne del 35° an­ni­ver­sa­rio dal­l’as­sas­si­nio del giu­di­ce Chin­ni­ci.

 
 
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