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Bagheria. Il comune parte civile nel processo sugli illeciti al cimitero

lunedì 14 Ottobre 2019, 09:04   Cronaca  

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Il Tribunale di Termini Imerese ha accolto la richiesta del Comune di Bagheria di costituirsi parte civile, nell’ambito dell’inchiesta che lo scorso anno portò al coinvolgimento di 31 persone, fra dipendenti comunali, imprenditori di pompe funebri e parenti di persone decedute.Il rito ordinario si sta svolgendo al Tribunale di Termini Imerese presieduto dal giudice Sandro Potestio (a latere Sandro Camilleri e Gregorio Balsamo).
La prossima udienza si celebrerà il 30 ottobre.
Inizialmente le persone coinvolte erano 42, ma alcuni hanno scelto il giudizio abbreviato.
Il Pm Annadomenica Gallucci che aveva chiesto il rinvio a giudizio ipotizzava un commercio dei loculi e le salme trattate come merce.
Alcune sarebbero finite anche tra i rifiuti per fare spazio in un camposanto che doveva accogliere illegittimamente sepolture e incassarne così i soldi.
Sette dei coinvolti finirono agli arresti domiciliari e per 3 fu emesso il provvedimento restrittivo di divieto di dimora.
L’inchiesta in poco tempo si allargò a macchia d’olio.
Prese spunto da alcune denunce di cittadini e anche da parte del comune che segnalò illeciti al cimitero comunale.
Le persone coinvolte sono: Pietro Mineo, Natale Megna, Santo Gagliano, Gaetano Russo, Nicolò Ducato, Giovanni Fiorentino, Francesco Sorci, Giovan Battista Raspanti, Maria Chiarello, Carmela Chiarello, Salvatore Di Stefano, Cosimo Galioto, Antonio Galioto, Giacomo Gargano, Vincenzo Scirè, Maddalena Manfrè, Michele Lombardo, Aurelio Scirè, Francesco Tomasello, Luigi Graziano, Pietro Carollo, Angelo Gargano, Rosario Miosi, Caterina Galioto, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Presentato, Corrado Conti, Paolo Ardizzone, Mario Pace, Ignazio Bologna e Silvestro Girgenti.

 

 
 
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