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Bagheria. Revocato il finanziamento per l’area Pip di contrada Monaco

martedì 1 Ottobre 2019, 15:32   Attualità  

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di Pino Grasso

Revocato dal Ministero per lo Sviluppo economico il finanziamento di 4.700.000 euro per la realizzazione degli insediamenti produttivi di contrada Monaco, la zona che sorge a monte della strada statale 113. Il drastico provvedimento ministeriale è stato comunicato dal sindaco Filippo Tripoli e dall’assessore al Contenzioso, Servizi legali e Attività produttive, Brigida Alaimo nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a villa Butera, sede istituzionale del Comune alla quale hanno preso parte i consiglieri Anna Zizzo, Sergio Cannizzaro, Antonella Di Leonardo, Maria Rosaria Ruggeri e Michele Rizzo.
Il Ministero per lo Sviluppo economico che aveva già erogato due trance del finanziamento, la prima di 470.000 euro e la seconda di 3.700.000 euro, ha chiesto indietro le somme che l’amministrazione comunale dopo che erano rimaste inesitate le precedenti richieste di chiarimenti. Intanto, il finanziamento erogato che ammonta al 90 per cento dell’intera opera è stato speso per pagare gli espropri dei proprietari dei terreni e per l’esecuzione dei lavori di urbanizzazione primaria.
“In campagna elettorale – afferma il sindaco Tripoli – avevo anticipato che avevamo appurato della revoca del finanziamento per la realizzazione dei piani produttivi di Contrada Monaco. Subito dopo il nostro insediamento ho convocato riunioni operative con il direttore lavori e gli uffici, ma abbiamo avuto alcune difficoltà a reperire alcune carte. Successivamente mi sono attivato per un appuntamento con i funzionari del Ministero dello Sviluppo economico che ci hanno chiesto una serie di documenti, anche in relazione alla vicende Urbanistiche legate al Piano regolatore generale. In tale circostanza abbiamo spiegato le nostre ragioni e richiesto nel contempo la sospensione della revoca del finanziamento spiegando che avremmo dimostrato i passi avanti che avremmo fatto verso la regolarizzazione ma invano”.
Il Ministero infatti ha inviato la nota con la quale revoca il finanziamento di 4.700.000 euro che provocherà non pochi problemi amministrazione comunale, primo fra tutti la redazione del Bilancio di previsione 2019. A quel punto l’amministrazione comunale ha affidato all’ufficio legale del Comune, diretto dall’avvocato  Claudio Trovato, il quale sarà affiancato da un avvocato esterno, Piercarmelo Russo che insieme dovranno predisporre un ricorso per chiedere la revoca del provvedimento.
“Abbiamo voluto informare la cittadinanza – dice pure l’assessore Brigida Alaimo – sulla revoca del piano degli insediamenti produttivi perché si tratta di un brutto colpo all’economia della nostra Città. Il ministero dello Sviluppo Economico a seguito del finanziamento, ha inviato due richieste di chiarimento, per comprendere a che punto erano le pratiche e i lavori ma le richieste sono rimaste inesitate”.
Nel mese di giugno del 2017, il Comune, ulteriormente sollecitato risponde con delle spiegazioni plausibili legate all’approvazione del nuovo Prg. Il 17 ottobre 2017 il Ministero allerta il soggetto responsabile, Metropoli Est, affinché si attivi  per informare lo stesso ministero. A sua volta il Consorzio pare avrebbe comunicato  al Ministero che, nonostante le richieste di chiarimento inviate al Comune, nulla era pervenuto e dunque al ministero. E da lì sembra si sia attivato il procedimento di revoca del finanziamento.
“Il Comune, soggetto attuatore, il 22 febbraio 2019, risponde al Ministero – riferisce Alaimo – la risposta non viene ritenuta soddisfacente, pertanto il Ministero si attiva inviando gli atti alla Corte dei Conti, alle procure di competenze e alle autorità giudiziarie. Il 29 maggio 2019 si avvia dunque il procedimento di revoca del Pip – Monaco.
Noi siamo organi politici e non esprimiamo nessun tipo di giudizio giuridico in capo alle responsabilità di terzi potremmo valutare solo l’operato politico – concludono il sindaco Tripoli e  l’assessore Alaimo – ma dobbiamo far luce, abbiamo incaricato l’organo di legittimità del Comune, il segretario comunale,  di valutare un ulteriore invio di atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti, cosa che riteniamo doverosa nei confronti dei cittadini e della città”.

 
 
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