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Casteldaccia. Nuovo libro di Gianluca Calì, l’imprenditore che ha detto no alla mafia

lunedì 28 Ottobre 2019, 09:36   Cultura  

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di Martino Grasso

Tutta la vicenda giudiziaria e umana di Gianluca Calì, l’imprenditore di Casteldaccia che ha detto no alla mafia, subendo minacce e intimidazioni, sono raccolte in un libro recentemente pubblicato.
“No mafia, la dignità di alzare lo sguardo al futuro” è l’eloquente titolo del volume scritto da Calì.
Si tratta di un saggio di 110 pagine intrise di storie personali che si intrecciano con quelle del nostro paese.
Del libro e dell’intera storia di Calì si sono occupati anche alcuni giornali internazionali fra cui il “Guardian” e il “Mundo”.
Calì racconta senza nessuna retorica e senza vittimismo tutto quello che ha passato in un decennio.
Dall’incendio del 3 aprile del 2011 appiccato dalla mafia al suo autosalone, in cui vennero distrutte 9 automobili, fino alla recente sentenza che ha condannato gli autori e coloro i quali hanno vessato l’imprenditore.
La prefazione è stata curata da Ignazio De Francisci che si è occupato delle vicende dell’imprenditore fin dalle prime denunce.
“Raccontare la storia di Calì -scrive il magistrato- è raccontare un pezzetto di storia della Sicilia dei primi anni Duemila e di cosa è la mafia quotidiana, quella che incontri sotto casa, o al cancello della tua azienda la mattina, e di riflesso cosa è l’antimafia quotidiana, quella che ti dovrebbe proteggere e aiutare”.Gianluca Calì parla della sua infanzia, dei suoi genitori, degli inizia professionali, della decisione di aprire una concessionaria a Milano e poi a Casteldaccia.
Gianluca non pensava minimamente di finire nel mirino della mafia. Non pensava di subire un attentato incendiario e numerosi intimidazioni e minacce.
Gianluca ha messo il cuore oltre l’ostacolo e anzichè piegarsi ha deciso di collaborare e denunciare i suoi estortori. Lo ha fatto a testa alta, mettendoci la faccia. Anche con iniziative vistose, come quella di mettere un enorme cartello davanti alla concessionaria ad Altavilla Milicia con la scritta “qui la mafia ha perso, ha vinto lo Stato”.
Il libro si conclude con la notizia della sentenza in appello contro gli autori degli atti incendiari a suo carico.
“Il 20 settembre 2019 mi chiama il mio avvocato -scrive Calì- è ora di pranzo. Mi comunica l’esito del processo in appello “Panta Rei”. Mi dice “abbiamo vinto, per Antonino Virruso da 8 anni di primo grado a 11 anni in appello.
Nonostante tutto voglio continuare a percorrere la stessa strada, quella della legalità. Da uomo libero. In ricordo e memoria dell’imprenditore Libero Grassi”.

 
 

 

 
 
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