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I Decurioni della politica

martedì 8 Ottobre 2019, 16:57   L'Opinione  

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di Nicolò Benfante

A distanza di oltre due mesi dal mio ultimo articolo dal titolo “È iniziato il cambiamento “, intervengo sull’annosa “querelle” apparsa all’orizzonte di questa gestione amministrativa, riguardante la revoca del finanziamento di solo appena 4.700.000,00 stanziati e previsti per la realizzazione di insediamenti produttivi in contrada Monaco.
Ebbene, nella consapevolezza di voler apportare un contributo alla causa che ha investito l’ente, cercherò di non recriminare sulle diverse responsabilità di amministratori/funzionari del passato e del presente, oppure su questo o quel colore politico, ed ancora se il politico Tizio ha fatto meglio di Caio; nulla di tutto questo è nel mio interesse perché non mi compete dover giudicare, certamente mi adopererò per capire sui fatti del perché questa vicenda graverà e si abbatterà come sempre sul costo dei cittadini.
Sembra, come sempre, la scena di un copione per la realizzazione di una commedia dell’assurdo; in effetti come tutte le classiche vicende politiche che si sviluppano col passare degli anni all’interno del palazzo dei veleni, tutti sanno di tutti e tutti conoscono tutto per poi al momento opportuno disconoscerne i fatti e celarsi dietro l’alea della Verità.
Una verità difficile da ammettere; una verità dover affermare l’incompetenza di amministratori che occupano le poltrone per un bisogno fisiologico dettato dalla sopravvivenza; una verità dover affermare il contrario rispetto a quanto riportato nel programma elettorale; una verità pirandelliana che insiste nella nostra terra; una verità assunta come vera certezza del dubbio.
Ho sempre manifestato e ritenuto che il coinvolgimento di amministratori per la gestio della res publica è sempre più coincidente con l’interesse personale e mai per la cura, salvaguardia, crescita e sviluppo della comunità. D’altronde essere un buon samaritano non ha mai pagato in questo tessuto sociale, come pure l’inesistente attuazione, per certi versi sporadica, dell’inasprimento di sanzioni per gli amministratori che da più parti se ne grida a gran voce per la sua applicazione. Non è un caso che la riforma del titolo V operata con la legge costituzionale del 18 ottobre 2001, n.3, dall’art. 119 della costituzione, meglio nota come realizzazione del federalismo fiscale, aveva previsto con decreto legislativo 149/2011, l’attuazione delle sanzioni agli amministratori, che ad oggi sono rimasti inapplicati con conseguente mancata realizzazione, in parte, del progetto federalista. Sebbene la revoca di un finanziamento per € 4.700.000,00, determinerà un effetto negativo sullo sviluppo economico di una comunità, pensiamo quali aspetti ulteriori graveranno sull’ente nel dover restituire delle somme che sono state già spese. Di sicuro ci saranno delle serie e gravi responsabilità di amministratori e/o funzionari, che adiranno le vie legali in ambito civile e penale; ma consentitemi dove esprimere il mio disagio per l’inefficienza manifesta nella gestione di questa vicenda assurda.
Con assoluta certezza la revoca del finanziamento inciderà sul bilancio dell’ente che si troverà squilibrato ed inoltre essendo a tutt’oggi un comune nelle more di una fuoriuscita di dissesto, (ricordo a chi avesse ancora dei dubbi, che ad oggi non è stata conclusa la verifica della massa passiva dell’Organismo Straordinario di Liquidazione e tantomeno presentato il rendiconto di gestione della liquidazione ai sensi dell’art. 256 comma 11, che determina cessata la situazione del dissesto finanziario), sarà costretto a ripercorrere la perpetua sofferenza finanziaria, in aggiunta agli altri tasselli sospesi (Amia, Coinres, AMB, etc) e che con molta probabilità intraprenderà l’iter per dichiarare un nuovo fallimento.
D’altronde cosa ci si poteva aspettare dal ritorno delle vecchie logiche politiche ? Oppositori prima ed amministratori dopo, a seconda delle circostanze elettorali, che hanno defraudato negli anni, quella stabilità finanziaria economica di un ente, a discapito di una connivente gestione di un “potere” accentratore, che ritengo vano, inutile, inesistente, povero e privo di ideologia.
I fatti lo dimostrano ampiamente che la nostra cittadina non splende per sviluppo, per opportunità lavorative, per economia, per ideologie, per investimenti; assolutamente; anzi i nostri giovani “fuggono” e chi rimane spera ancora nella chimera del cambiamento.
Ma quale cambiamento possiamo sperare, allorquando le sorti amministrative della nostra comunità, sono affidate ad incompetenti della materia, a meri esperti dell’apparenza sui social, tecnici dei selfie e rappresentanti dell’inutile e vago quotidiano.
Ho sempre ritenuto che amministrare secondo le norme del buon padre di famiglia, rappresenta il fondamento per una sana gestione contabile e che corredata dall’attuazione di principi contabili, previsti dal D.lgs. 118/2011, quali la Veridicità, l’Attendibilita’ e la Correttezza delle poste di bilancio possiamo intravedere la realizzazione di una sana programmazione.
In ultimo, non meno per importanza, il costante monitoraggio di un bilancio dettato da una attenta ed oculata disamina delle singole poste programmate, dovrebbe scongiurare l’insorgere di ulteriore indebitamento; infatti la ricerca insistente e meticolosa di risorse certe e reali, consentirebbe di sopperire alle innumerevoli deficienze di servizi quotidiani.
Fino a quando i diversi settori di controllo, programmazione e strategie sono affidati a dei “Decurioni” autoproclamatisi politici esperti in tecniche per il mantenimento della poltrona, non sarà facile parlare di sana gestione amministrativa, mentre la fase di una nuova procedura concorsuale rappresenterebbe la continuità del fallimento a breve-medio termine, di una classe politica/amministrativa inetta.

 

 
 
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