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Bagheria. Manca la documentazione. Potrebbe ritornare a villa Palagonia la statua di Odessa

domenica 10 Novembre 2019, 13:37   Cronaca  

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di Martino Grasso

Non esiste nessuna documentazione circa l’acquisto da parte del museo di arte occidentale e orientale di Odessa, della statua in tufo, proveniente da villa Palagonia e che si trova all’interno del museo.La comunicazione è arrivata direttamente dalla direttrice del museo ucraino, Tatyana Bykadorova, in risposta alla nota inviata qualche settimana fa dall’amministratore della villa bagherese, Nino Mineo, dopo avere appreso della presenza della statua all’interno del museo di Odessa.
A questo punto si apre un piccolo spiraglio che potrebbe riportare la statua al suo luogo originale: villa Palagonia.
Appare infatti inevitabile la richiesta di restituzione della statua alla settecentesca villa bagherese.
“Sarebbe logico che l’opera rientri in Italia e riprenda il suo posto a villa Palagonia -dice l’amministratore Nino Mineo- sarebbe auspicabile non intraprendere vie legali per riavere ciò che effettivamente dovuto, con spirito di cooperazione internazionale e in nome dell’arte e della cultura”.
La presenza della statua in tufo è stata scoperta qualche mese fa da Dario Piombino-Mascali, studioso messinese e ispettore onorario dei beni culturali della regione Siciliana, che per lavoro si trova spesso a Vilnius, in Lituania.
La statua da alcuni anni, fa bella mostra di sè all’interno del museo ucraino, e ha un cartellino descrittivo, dove si legge chiaramente che proviene da villa Palagonia a Bagheria, in Sicilia.   
Rappresenta una chimera, di circa un metro e mezzo di larghezza, con quattro teste di animali, realizzata in tufo, molto simile a quelle che si trovano sulle mura di cinta della villa bagherese.
I responsabili del museo ucraino avrebbero detto allo studioso messinese che la statua venne acquistata ad un’asta pubblica.
Appena saputo della presenza della statua, Nino Mineo, per conto dei proprietari della villa bagherese, si è messo in contatto con la direzione del museo, chiedendo notizie in merito alla provenienza.
Ma come detto nessun documento attesta l’iter e il percorso che ha portato la statua da Bagheria ad Odessa, quando ciò è avvenuto e chi effettivamente abbia effettuato lo spostamento.
Si possono fare solo delle ipotesi. La statua potrebbe essere stata acquistata nell’ottocento da qualche studioso o appassionato e poi collocata nel museo ucraino.
Ma se la statua fosse arrivata al museo di Odessa in modo illecito o poco chiaro, si potrebbero avviare le procedure affinchè si possa chiederne la restituzione.
La statua potrebbe quindi tornare all’interno di villa Palagonia a Bagheria.
Se questo accadesse si potrebbero organizzare degli eventi che attirerebbero nella villa e a Bagheria, numerosi turisti per vedere da vicino la statua ritrovata.
Attualmente ci sono oltre 140 statue in tufo, simili a quella di Odessa, che cingono le due esedre che circondano la villa, meta quotidiana di numerosi turisti.
La villa venne fatta costruire dal principe Francesco Ferdinando Gravina I, nel 1715, ma fu il nipote, Francesco Ferdinando II, a renderla unica ed originale, facendo collocare centinaia di statue in tufo e in pietra.
Le statue si trovavano lungo il muro di cinta che segnava l’ingresso della villa e sulle esedre.
Erano allegoriche, alcune mostruose e altre con sembianza di musicisti, dame e cavalieri.
Ma le statue del viale vennero tutte rimosse su ordine del fratellastro del principe, Salvatore Gravina, subito dopo la morte di Francesco Ferdinando, nel 1788.
Del viale restano solo delle stampe dell’epoca realizzate da viaggiatori e turisti che arrivavano a Bagheria per vedere da vicino villa Palagonia, meglio conosciuta come la villa dei mostri.

 
 
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