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Bagheria. Sit In davanti al consultorio familiare per sollecitare i nuovi locali

martedì 26 Novembre 2019, 09:19   Attualità  

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di Martino Grasso

Sono andate davanti al consultorio comunale di via Massimo D’Azeglio, per chiedere notizie in relazione al trasferimento nei nuovi locali di via Dante, promesso da tempo e finora non avvenuto.
Sono una decina di signore che da mesi chiedono locali adeguati per la struttura. Hanno mostrato un cartello con una scritta eloquente: “più risorse per i consultori e centri antiviolenze”.
I nuovi locali per il consultorio sono stati destinati da mesi, ma ancora, di fatto, il trasferimento non si è concretizzato.
Occorrono dei lavori per adeguare i locali, confiscati alla mafia, assegnati al Comune di Bagheria che li ha ceduto all’Asp. I locali in parte ospitano il polo territoriale per l’infanzia e l’adolescenza e il rimante è stato destinato al consultorio familiare.“Fa rabbia, quante parole e quante immagini su giornali, tv e siti sull’argomento e sui centri antiviolenza -sottolinea Rosa La Camera– Noi intendiamo resistere e insistere. Il consultorio viene trattato come un presidio marginale, da relegare nelle periferie o si tende a snaturarli facendoli diventare ambulatori generici di ginecologia”.
Sull’argomento interviene il deputato nazionale Caterina Licatini che sottolinea che “venerdì scorso sono stata con i dottori Rocco Billone e Giuseppe Fricano nella nuova sede del consultorio. In quell’occasione c’era pure l’architetto della Azienda sanitaria per il rilievo e quindi il progetto.” 
L’ufficializzazione del trasferimento dei locali è avvenuto lo scorso 8 marzo durante una manifestazione svoltasi a villa Cattolica.
In quell’occasione l’amministrazione comunale consegnò ufficialmente i locali all’Asp di Palermo.
Da tempo è stata sottolineata l’inadeguatezza dei locali di via Massimo D’Azelio, per i quali, tra l’altro, il comune paga anche un canone d’affitto.
I nuovi locali sono di proprietà del Comune e oltre a locali più adeguati, ci sarebbe anche l’aspetto relativo al risparmio economico che non darebbe di poco conto.
Presso la struttura sanitaria sono circa 3 mila gli utenti che ogni anno si rivolgono a specialisti per avere aiuto e assistenza medica e psicologica.

 
 
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