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I sindaci di Casteldaccia e dintorni, in
occasione del libro di Calì, gridano no alla mafia

lunedì 18 Novembre 2019, 14:09   Attualità  

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di Martino Grasso

I sindaci di Bagheria, Casteldaccia, Santa Flavia e Altavilla Milicia, ancora una volta hanno detto no alla mafia in maniera netta e decisa.
L’occasione è stata la presentazione dell’ultimo libro dell’imprenditore Gianluca Calì, noto per le sue battaglie contro la mafia, dopo le numerose intimidazioni che ha subito.
La manifestazione si è svolta nell’aula magna dell’istituto comprensivo di Casteldaccia su iniziativa della presidenza del consiglio.
Ed è stata Maria Pia Di Salvo a coordinare i lavori. All’iniziativa hanno preso parte anche il parroco Salvatore Pagano, il preside Giovanni Taibi e un delegato dell’assessore regionale Gaetano Armao. Presente anche Vito Lo Monaco del centro studi Pio La Torre. Il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto ha sottolineato che “bisogna abbattere l’attività della mafia e occorre portare avanti iniziative all’insegna della legalità. Calì è stato vittima di una serie di vessazioni. Ha iniziato un percorso che è stata quasi una crocifissione.” Poi rivolgendosi ai ragazzi presenti ha detto: “chi paga il pizzo è complice. Il pizzo è terribile. I mafiosi alla fine si prendono la nostra vita”.
Il dirigente scolastico Giovanni Taibi ha sottolineato che “il libro è una lezione di vita. Cali si è ribellato. Ci vuole coraggio per farlo”.
Il delegato dell’assessore Armao ha letto una nota dell’assessore regionale in cui è stato lodato l’imegno dell’imprenditore. “Cali ha lottato prima contro il racket e poi contro le istituzioni. Il suo è stato un duro pellegrinaggio. La lotta al racket è di tutti non solo forze dell’ordine.”
Il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli ha detto che “c’è un aumento del mercato della droga. La mafia non può penetrare negli appalti pubblici e quindi si rivolge ad altri affari. A Bagheria ci sono imprenditori che dicono no alla mafia e denunciano. La mafia utilizza altri mercati come appunto la droga. Tutti dobbiamo fare la propria parte. La droga è nelle mani della mafia. State attenti. La legalità vive in un territorio libero e bello. Cercate di rendere il vostro territorio più bello. Denunciate.”
Il sindaco di Santa Flavia Salvatore Sanfilippo ha aggiunto che “parliamo di mafia, un fenomeno che non dovrebbe esistere. La mafia si è appropriata della nostra dignità. Ha distrutto il nostro territorio.”
Il sindaco di Altavilla Milicia Pino Virga ha sottolineato l’importanza del libro di Calì: “l sua è una storia bella. Perché è a lieto fine. E’ una storia di coraggio. Storia di amore per la Sicilia. Il mafioso è un verme, un codardo, schifoso che non vuole lavorare.”
Vito lo Monaco ha aggiunto l’importanza della marcia che si svolge ogni anno in 26 febbraio da Bagheria a Casteldaccia.
Gianluca Calì ha ringraziato tutti in occasione della presentazione del libro che affonda le mani sul fenomeno mafioso proprio nella sua città, Casteldaccia.
Il libro è una lunga riflessione su quanto accaduto a Calì, iniziato drammaticamente la sera del 3 aprile del 2011, con l’attentato che ha colpito il suo autosalone, distruggendo 9 automobili.
L’imprenditore parla della sua esperienza, degli incontri con esponenti  del mondo della società civile e alla fine fa riferimento alla condanna degli esponenti della mafia locale, gli stessi che lo hanno vessato.  
“Nonostante tutto voglio continuare a percorrere la stessa strada, quella della legalità. Da uomo libero. In ricordo e nella memoria dell’imprenditore Libero Grassi”.

 

 

 
 
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