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Al via la rubrica “il dottore risponde”. I vaccini antinfluenzali

martedì 7 Gennaio 2020, 10:36   Attualità  

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Prende il via all’interno de “La voce di Bagheria” una rubrica dal titolo ‘Il dottore risponde’, interamente dedicata a soddisfare le curiosità in campo medico. La rubrica è stata ideata in collaborazione con alcuni giovani medici, membri dell’Associazione medica bagherese, che si sono offerti di rispondere a domande su ‘temi caldi’ riguardanti la salute.
Le interviste saranno pubblicate due volte al mese e, di volta in volta, specialisti diversi tratteranno argomenti diversi.
A curare la rubrica sarà la nostra collaboratrice Stefania Morreale.
La prima intervista della rubrica affronterà il tema dei vaccini antinfluenzali; a rispondere alle domande sarà la dottoressa Donata Carollo, medico specialista in medicina generale.
Dottoressa Carollo, in questo periodo sentiamo spesso parlare di epidemie di influenza. Cosa si intende per influenza? Che sintomi provoca?

“L’influenza è una malattia causata dal virus Influenzale, che provoca febbre (generalmente tra i 39 e 40 °) e sintomi come malessere generale, cefalea, dolori muscolari, stanchezza, tosse, mal di gola.”

 

Come viene trasmessa?

“Il virus viene trasmesso per via aerea cioè attraverso colpi di tosse, starnuti e stretto contatto con persone infette.”

 

Come possiamo prevenire il contagio?

“Sicuramente la più potente arma che abbiamo è la vaccinazione antinfluenzale, che è gratuita per tutti. Ci sono, in ogni caso, delle buone norme igieniche che possono aiutare: evitare per tempi molto prolungati ambienti affollati e luoghi chiusi, lavarsi accuratamente le mani, coprirsi la bocca quando si tossisce e ovviamente evitare il contatto ravvicinato con persone affette da influenza. Inoltre fondamentale è la corretta areazione degli ambienti. Spesso quando vado a visita domiciliare, il paziente con la febbre sta in un ambiente chiuso, magari circondato da tanti parenti, all’interno di una stanza con ‘aria viziata’.  Questo atteggiamento sicuramente favorisce il contagio.”

 

Ha parlato del vaccino antinfluenzale. Lo consiglia ai nostri lettori?

“Assolutamente sì. Spesso la gente non sa che l’influenza è causa di decessi e di ospedalizzazioni. L’influenza di per sé non è grave, soprattutto se il soggetto gode di buona salute e se il virus responsabile non è troppo aggressivo. Può comunque essere un rischio per le persone con un sistema immunitario compromesso come nel caso degli anziani o dei malati oncologici.”

 

Quindi dovrebbero vaccinarsi solo i pazienti con età avanzata o con patologia oncologica?

“No, tutti possono essere vaccinati. Ovviamente esistono tipologie di persone in cui la vaccinazione è fortemente consigliata: operatori sanitari, soggetti con età superiore ai 65 anni, soggetti affetti da patologie croniche come il diabete, la BPCO, l’asma, le neoplasie e donne in gravidanza.” 

 

Non ci sono rischi per le donne in gravidanza o per il bambino, di contrare la malattia se ci si vaccina?

“Non c’è nessun rischio per il feto, anzi facendo il vaccino si evitano spiacevoli inconvenienti durante la gestazione. Inoltre è stato dimostrato che i bambini nati da donne che avevano effettuato la vaccinazione anti-influenzale durante la gestazione, corrono meno il rischio di otite nei primi mesi di vita.”

 

Come ci si vaccina?

“La campagna vaccinale è iniziata i primi di novembre e terminerà a fine febbraio. Per vaccinarsi basta andare dal proprio medico di famiglia; sarà lui ad erogare la prestazione in maniera totalmente gratuita. Sempre dal proprio medico di famiglia è possibile effettuare altre due vaccinazioni gratuite, fortemente raccomandate nei pazienti con età superiore ai 65 anni: la vaccinazione anti-pneumococcica e la vaccinazione anti Herpes Zoster. La prima previene la infezione da pneumococco, causa principale di polmoniti, e la seconda evita la riattivazione del virus della varicella e quindi previene dal fuoco di Sant’Antonio.”

 

Ci sono categorie di soggetti che non possono essere vaccinate?

“Sono due le categorie di pazienti che non possono essere vaccinate: i bambini sotto i 6 mesi per mancanza di studi clinici, e i pazienti che hanno avuto precedenti reazioni allergiche ai vaccini. Per proteggere queste due categorie e in particolare i neonati è fondamentale che il nucleo familiare si vaccini per determinare quella che si chiama immunizzazione passiva. Quindi anche se i familiari godono di ottima saluta dovrebbero vaccinarsi per proteggere chi non può farlo.”

 

I vaccini potrebbero causare effetti indesiderati?

“Dopo la vaccinazione è possibile avvertire dolore e gonfiore nella zona di inoculo, febbricola o malessere generale. In rari casi possono presentarsi delle reazioni allergiche.”

 

Però alcune persone sono morte dopo aver fatto la vaccinazione antinfluenzale…

“Le morti di cui si parla risalgono al 2014. È emerso dagli approfondimenti scientifici condotti in seguito dalle autorità nazionali ed europee, che non c’era nessuna correlazione con il vaccino. Le morti sono avvenute in pazienti pluri-patologici, che sì avevano appena effettuato la vaccinazione, ma che probabilmente sarebbero decedute anche se non l’avessero effettuata.”

 

Molte persone fanno il vaccino, ma hanno lo stesso l’influenza. Come si spiega questo fenomeno?

“Il vaccino antinfluenzale è efficace per contrastare i ceppi più comuni del virus influenzale. In circolazione, specie in inverno, ci sono però altri virus parainfluenzali e adenovirus, che provocano sintomi molto simili a quelli dell’influenza, ma per i quali ad oggi non esistono vaccini. È opportuno poi ricordare che il vaccino impiega circa 1-2 settimane per essere efficace e che il virus si manifesta dopo 1-2 giorni d’incubazione. Per cui se si contrae il virus poco prima o poco dopo il vaccino, quest’ultimo perde d’efficacia.”

Stefania Morreale

 

 
 
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