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Don Luigi Ciotti è stato a Bagheria per parlare di povertà e lotta alla mafia

giovedì 9 Gennaio 2020, 08:30   Attualità  

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di Stefania Morreale 

Il presidente di Libera, Luigi Ciotti, è stato a Bagheria per parlare di povertà e lotta alla mafia.
L’incontro dal titolo “Combattere le povertà per vincere contro le mafie” si è svolto presso i locali della mensa dei poveri di Bagheria.L’evento, organizzato da diverse associazioni bagherese ed in particolare dalla Caritas, è stato impreziosito dall’intervento di don Luigi Ciotti.
Ad introdurre l’ospite d’onore Mimma Cinà, presidentessa della Caritas cittadina, che ha parlato alle numerose persone accorse per l’occasione, fornendo interessanti spunti di riflessione per tutti i bagheresi. Nel suo discorso introduttivo la presidentessa ha parlato delle tante difficoltà presenti sul territorio cittadino: l’alto tasso di abbandono scolastico da parte dei giovani, il dilagante utilizzo di stupefacenti, la disoccupazione, l’elevato analfabetismo funzionale.
Queste problematiche non fanno altro che aiutare il fenomeno mafioso, sostenendolo e supportandolo. Per questo motivo la Caritas e tante altre associazioni attive presenti sul territorio bagherese lottano contro questi fenomeni, facendo della legalità la propria bandiera e offrendo spazi di ascolto, di condivisione, di confronto e aiuto reciproco.
“È la condivisione, è il noi che vince” – ha ribadito più volte Don Ciotti durante il suo intervento. La collettività deve lottare per migliorare la società, e deve farlo a fianco delle istituzioni, della politica, rimanendo però sempre fedele ai principi da cui è stata ispirata. “Quando le istituzioni non ci ascoltano o propongono qualcosa che va contro quei principi per i quali ci stiamo battendo” – ha continuato l’attivista torinese – “abbiamo il dovere di farci sentire, di essere una spina nel fianco”.
Don Ciotti vive da cinquantacinque anni accanto ai poveri, agli ultimi “guai se non fosse così” ha ribadito durante l’incontro, e da anni lotta contro la mafia, con coraggio e continuità. “Ho dovuto imparare molto, e ancora adesso imparo. Tra i miei maestri non posso non citare due personaggi che sicuramente conoscerete: padre Cosimo Scordato e padre Francesco Michele Stabile, presente qui”.
Il 21 marzo a Palermo l’associazione Libera organizzerà una manifestazione in memoria delle vittime innocenti delle mafie. “Vorrei che ci fosse una grande partecipazione” – ha dichiarato Don Ciotti – “Dobbiamo mandare un messaggio forte all’intera nazione”.
I momenti di stanchezza e di sconforto sono stati tanti durante questi anni, ma Don Ciotti, così come molti altri, ha dimostrato una perseveranza e una dedizione fuori dal comune. Mimma Cinà, nella parte finale del suo discorso, ha citato un estratto tratto dalla seconda lettera ai Corinzi di San Paolo, che l’ha aiutata durante un momento di sconforto davanti alle tante ingiustizie presenti nella nostra terra: “Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita”.

 
 
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