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La politica del fast food

lunedì 27 Gennaio 2020, 08:34   L'Opinione  

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di Nicolò Benfante

Appena dimenticati i trascorsi bagordi natalizi per ritrovarci immersi nella monotona quotidianità anche lavorativa.
Tuttavia, tra mille impegni, cerco sempre di ritrovare del tempo per fare del movimento fisico magari con delle solitarie e desolanti passeggiate per le vie cittadine.
Mi accorgo che la semplice passeggiata in Bagheria rientra tra gli sport estremi, dal momento che il percorso si svolge lungo una casbah di esercizi commerciali che hanno in via transitoria “per sempre” invaso e chiuso strade destinate anche al percorso pedonale.
Dal momento che il movimento arreca benefici ed ossigena il cervello, in questi momenti solitari ripenso alla mia giovinezza, trascorsa non solo sui banchi di scuola ma anche al vissuto del territorio. Luoghi d’incontro tra compagni e studenti, ferventi attività commerciali lungo i due corsi principali, incontri che sovente intrattenevi con conoscenti.
Oggi, memore di quei ricordi passati nutro e vivo uno “sconforto” nel constatare una città abbandonata, vuota, sgombrata, banale, dedita solo ad un parziale sfogatoio turistico di massa del “Food” e del “Fest”, tutto il resto è noia.
Ritengo che una seria e complessa analisi economico-politica andrebbe pur fatta; in effetti sia la politica sia l’economia sono i fondamentali, la soluzione, la cura per dare quelle risposte alle innumerevoli esigenze del popolo, dei cittadini, della gente comune, che se rimaste inattuate si consolidano in un crescente impoverimento sociale dettato da un gergo politico sempre più incompetente, inefficiente ed impreparato.
Eppure, a livello locale, dopo appena otto mesi dall’ultima elezione dell’attuale coalizione amministrativa, constato una mera continuità, una “pax” con il passato degli ultimi cinque anni a gestione di un movimento giovanile che per inesperienza politica o per qualche peccatuccio di gioventù ha sicuramente lasciato un segno indelebile nel nostro territorio.
L’attuale coalizione, a differenza del passato, è costituita da vecchi amministratori ed oppositori della passata legislatura locale che gestisce una linea di programmazione di impegni previsti nel programma elettorale ed inattuati a fronte di ulteriori provvedimenti non inseriti (sempre nel programma) ed assunti.
Impegni che, attraverso insediamenti produttivi in zone extraurbane, “dovrebbero” apportare nuove risorse ed investimenti in ambito commerciale per un servizio a domanda individuale che dovrebbe rispettare determinati parametri economico-finanziari non solo di bilancio, per l’attuazione di una simile scelta.
Ma siccome nulla è lasciato al caso, dopo le prime trasferte ed avvicendamenti con i paesi orientali, siamo riusciti ad essere inseriti (purtroppo solo secondi) a livello nazionale, nelle testate giornalistiche, per aver “bussato” su “Tik Tok”, un social network cinese che garantirà trasparenza ed informazione quale utile strumento per investimenti futuri.
Ma ad onor del vero, codesta amministrazione, pur nel silenzio assordante del “dies” amministrativo, ci ha abituato ad essere inseriti in programmi di pubblicità e visibilità, tramite quel circuito organizzativo di eventi che hanno dato lustro e splendore alla nostra cittadina e per la moltitudine di visitatori che sono accorsi alla 3^ edizione dello “Sfincione fest” o per la 2^ edizione del “Verdello fest”, tale da ricevere il riconoscimento di “Bagheria Città del gusto e del buon cibo”.
In subordine, a conclusione delle festività natalizie, come da programma, si è anche organizzato la 1^ edizione del “Buccellato fest”; una manifestazione pubblicizzata, pregnante di aspettative e di visitatori che si è conclusa in un evento elitario e di soli pochi che hanno contribuito a renderlo un “aborto fest”; rilevato anche dal silenzio certosino delle testate giornalistiche.
Proprio dalla conclusione di questi eventi, prendo lo spunto per ripartire da quell’analisi anzidetta e far emergere quelle criticità che insistono su un territorio in crescente regressione, a sé stante ed amministrato in assenza di programmazione.
Cito alcuni momenti significativi di natura tecnico-politica indispensabili ed efficienti per un prosieguo della macchina burocratica-amministrativa:

  • Sospensione servizio assistenza specialistica; Inefficente programmazione
  • Bilanci Coinres non approvati dall’assemblea; Si tace
  • Denuncia Villa Cattolica e sperpero di denaro pubblico; Si Tace
  • Revoca finanziamento 4.700.000,00 stanziati e previsti per la realizzazione di insediamenti produttivi in contrada Monaco; Si tace
  • Concessione Mutuo Campo Sportivo; Si tace
  • Concessione locali EX Sacos per mercato ortrofrutticolo; Si Paga
  • Emigrazione giovani e carenze lavorative; Si Tace
  • Primato reddito di cittadinanza e carenza lavorativa; Si Tace
  • A.M.B. per la gestione del servizio rifiuti, il costo aumenta o diminuisce? Si Tace

Inoltre ricordo a chi avesse ancora dei dubbi, che ad oggi non è stata conclusa la verifica della massa passiva dell’Organismo Straordinario di Liquidazione e tantomeno presentato il rendiconto di gestione della liquidazione ai sensi dell’art. 256 comma 11, che determina cessata la situazione del dissesto finanziario.

Quale cambiamento è possibile se la politica non affronta le cose secondo complessità, ma continua a guardarsi quotidianamente allo schermo di un cellulare alla ricerca spasmodica di intercettare il consenso ? Questo processo così stigmatizzato tenderà a renderci una società non più Signorile quanto “impoverita di massa”.

 

 
 
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