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Le misure contro il Coronavirus dell’associazione medici di Bagheria inviate al Comune

mercoledì 26 Febbraio 2020, 09:57   Attualità  

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Con una nota invita al sindaco di Bagheria, l’associazione medica bagherese propone di adottare alcune misure volte a scongiurare il diffondere del COVID-19, meglio conosciuto come coronavirus.In relazione all’elevata contagiosità, la poco conoscenza delle caratteristiche del virus, la recente circolare emanata dal ministero della salute, l’ Associazione Medica Bagherese, attraverso il presidente Vittorio Panno,  propone, innanzitutto la necessità di fornire ai medici del territorio bagherese le dotazioni necessarie per affrontare l’epidemia, tenuto conto che le autorità competenti (Asp 6 Palermo) sono in notevole ritardo nel fornire idonei dispositivi di protezione individualo (DPI) a tutto il personale sanitario.
“Basta considerare che le strutture pubbliche volte alla presa in carico del paziente sono state dotate di sistemi di protezione assolutamente inefficaci da un punto di vista quantitativo (ogni presidio di CA dell’ ASP 6 di Palermo sono state rifornite di 1 massimo 2 mascherine FFP3 a fronte di almeno 5 medici per guardia e per un servizio aperto 7 giorni su 7).”
L’associazione dei medici di Bagheria continua chiedendo al Comune di Bagheria che possa supportare l’azienda provinciale di Palermo “nel rifornire gli studi di medicina generale, di pediatra di libera scelta, di continuità assistenziale, PTE e poliambulatori dei seguenti strumenti: – mascherine FFP2- FFP3 – occhiali protettivi della mucosa congiuntivale – camice monouso. Necessità da parte del Comune di Bagheria di porre delle indicazioni ben precise sulla gestione dei casi con febbre Considerata l’elevata difficoltà di distinguere una “banale” sindrome influenzale da una infezione da Coronavirus, è opportuno che il Comune con una adeguata campagna di informazione (tramite social e manifesti pubblici da opporre davanti ad ogni presidio sanitario) comunichi alla popolazione di non recarsi, in caso di febbre, presso tutte le strutture sanitarie, ma di contattare il proprio medico curante o la guardia medica di appartenenza.
Saranno le figure sanitarie contattate telefonicmente a dare indicazioni precise sulle azioni da intraprendere. 3) Prendere in seria considerazione la possibilità di chiudere in maniera preventiva le strutture pubbliche , in primis i servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado.”

 

 
 
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