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Cara Italia,
Cara Sicilia…

giovedì 19 Marzo 2020, 10:46   L'Opinione  

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di Denise Perna

Chi lo avrebbe mai detto che ci saremo trovati così? Impotenti. Non credo che possa esserci altro attributo più appropriato di questo, ora. Sono italiana, all’Estero. Scrivo queste parole per dare voce a tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione e, egoisticamente, per dare sfogo alla mia rabbia, alla mia frustrazione e alla mia ansia. Ho lasciato il mio bel Paese cinque lunghi anni fa. Prima Londra, ora Budapest.
L’ho fatto per ragioni lavorative, come tanti altri. Non siamo, chiaramente, noi gli “eroi” della situazione. Il mio pensiero va ai nostri medici, infermieri,farmacisti, e agli “invisibili” che ogni giorno ci consentono di poter continuare a mangiare. Quanto è eroe l’impiegato di un supermercato, soprattutto oggi ?
Pensiamoci. Quando ti trovi in un Paese non tuo le difficoltà da affrontare sono innumerevoli, nascoste dietro tanti sorrisi per cui, agli sguardi di gente superficiale, siamo “quelli perennemente in vacanza”, “quelli con i soldi”,”quelli che hanno rinnegato la loro Patria”. Non voglio soffermarmi su questi luoghi comuni.
Voglio dirvi chi siamo Oggi. Siamo giovani, per la maggior parte da soli, caduti nell’improvvisa baraonda che questo nemico invisibile ha creato. È successo così, nel tragitto tra casa-lavoro, come tutti i giorni, ho aperto Facebook e ho visto il principio di quello che stiamo vivendo ora. E non potevo crederci, non posso ancora farlo. La nostra preoccupazione è per le nostre famiglie lontane più che per noi qui, da soli.
Ogni giorno, da quasi dieci giorni a questa parte, prima di videochiamare mio padre, spesso piango. Un pianto veloce, liberatorio. Perché vorrei farmi vedere sempre tranquilla e con la situazione sotto controllo.
Vorrei che la mia famiglia non stesse in pensiero per me. Vorrei che mio fratello avesse il modello migliore da seguire e, lo ammetto, vorrei sentire il profumo di una delle torte di mia mamma. Da qualche giorno – con la comunità di italiani presente qui a Budapest – stiamo cercando l’appoggio della Farnesina per rientrare. Al momento tutto tace ma siamo consapevoli di non essere gli unici quindi aspetteremo con pazienza e senso civico.
L’Italia e i governi regionali vi hanno chiesto di rimanere a casa. Alcuni di voi sono fortunati perché possono farlo con le persone che amano. Rendetevi conto che avete ancora , nonostante le difficoltà, un dono tra le mani.
Il più grande. A tutela di questo, restiamo a casa ma non smettiamo di abbracciarci virtualmente.
Non esiste distanza che separa cuori grandi come quelli degli italiani. Non dimentichiamolo, mai.

 
 
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