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lunedì 1 Giugno 2020

lunedì 1 Giugno 2020

Il medico risponde. Insufficienza venosa. Intervista alla dottoressa Pace

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di Stefania Morreale

Buongiorno dottoressa Giuliana Pace. Oggi parleremo dell’insufficienza venosa degli arti inferiori

“Buongiorno. L’insufficienza venosa degli arti inferiori, patologia ampiamente diffusa in tutte le fasce d’età, rappresenta uno spettro di patologie caratterizzate da un malfunzionamento del sistema venoso delle gambe.
Si manifesta in entrambi i sessi ma prevalentemente in quello femminile, determinando non soltanto fastidiosi inestetismi a carico degli arti inferiori ma soprattutto delle alterazioni funzionali che in primis si manifestano con le cosiddette “varici”, ovvero delle dilatazioni sacciformi o cilindriche delle vene.”

Da cosa dipende la comparsa di tale sindrome?
“I fattori di rischio che concorrono alla sua genesi sono diversi. Tuttavia l’obesità, l’immobilizzazione spesso legata a vita sedentaria o ad attività lavorative che comportano prolungati periodi di stazione eretta o seduta, nonché la familiarità, ne rappresentano i fattori prevalentemente predisponenti. Non di rado infatti all’interno di un medesimo nucleo familiare, più soggetti soffrono di vene varicose ed insufficienza venosa. Altro fattore predisponente l’insufficienza venosa degli arti inferiori è la gravidanza.”

Come si manifesta l’insufficienza venosa degli arti inferiori?
“Esistono diversi gradi di insufficienza venosa degli arti inferiori. Il grado più lieve è molto comune nelle giovani donne e corrisponde ad una insufficienza venosa modesta legata essenzialmente ad una riduzione del tono venoso responsabile di pesantezza agli arti inferiori. Man mano che peggiora il grado di insufficienza venosa si possono osservare lungo gli arti inferiori inestetismi quali teleangectasie diffuse fino alla comparsa di veri e propri cordoni varicosi. Le varie forme di insufficienza venosa sono spesso responsabili di gonfiore alle caviglie e pesantezza alle gambe. Se non trattata l’insufficienza venosa può cronicizzare, evolvere e può persino provocare delle ulcere flebostatiche, che testimoniano un grave deterioramento e ed una grave compromissione del sistema venoso legato soprattutto all’incontinenza delle valvole situate all’interno delle vene.”

Si sente spesso parlare di flebite: di cosa si tratta?
“In realtà il termine flebite è incongruamente utilizzato per indicare in modo inappropriato alcune delle complicanze dell’insufficienza venosa cronica. Spesso la diagnosi di flebite è errata, in quanto descrive in modo generico una condizione patologica infiammatoria legata al sistema venoso degli arti inferiori, non chiarendone l’eziopatogenesi. Inoltre il termine flebite è assolutamente riduttivo in quanto non tiene in considerazione che il sistema vascolare deputato al drenaggio e al deflusso dei liquidi consiste non soltanto dei vasi venosi ma soprattutto dei vasi linfatici.  Pertanto diventa fondamentale la diagnosi differenziale tra le varie patologie del sistema flebolinfatico degli arti inferiori che spesso si manifestano con segni e sintomi clinici sovrapponibili. Un approccio diagnostico sistematico consente non soltanto di individuare l’eziopatogenesi del disturbo degli arti inferiori, ma soprattutto di scegliere ed indicare al paziente la terapia più idonea, mirata a curare i sintomi con un approccio personalizzato.”

Come si fa diagnosi differenziale?
“La valutazione clinica ed ispettiva degli arti inferiori, insieme alle notizie relative ai disturbi che ci racconta il paziente, è il primo passo necessario per una corretta diagnosi; tuttavia è imprescindibile l’esecuzione di un semplice esame strumentale, quale l’ecocolorDoppler degli arti inferiori. Quest’ultimo infatti consente di escludere o confermare la diagnosi di trombosi venosa acuta e permette di valutare la continenza degli osti valvolari venosi, l’eventuale coinvolgimento del sistema linfatico, nonché individuare l’origine anatomica delle vene varicose.”

Quali sono i sintomi dell’insufficienza venosa degli arti inferiori?
“Nella maggior parte dei casi il paziente lamenta pesantezza alle gambe, dolenzia spontanea o provocata dalla palpazione, arrossamenti locali talora accompagnati da bruciore. Tali sintomi si manifestano o peggiorano durante i mesi estivi e spesso sono accompagnati da edema. I mesi caldi infatti rappresentano il periodo più “critico” per il paziente che soffre di insufficienza venosa, in quanto le alte temperature determinano una marcata vasodilatazione venosa.”

Quali sono, se esistono, le misure di prevenzione da adottare?
“Le misure di prevenzione esistono, sono molto semplici da attuare ed anche a basso costo. Prima di tutto bisogna evitare il sovrappeso e camminare frequentemente, adottando stili di vita attiva. La marcia è un’ottima terapia: essa stimola infatti il cosiddetto “cuore venoso di Lejar” ed il “triangolo della Volta”. Entrambi sono dei collettori venosi situati nel piede la cui ‘spremitura’ ad ogni passo favorisce lo svuotamento delle vene evitando dunque il ristagno di liquidi negli arti inferiori. Molto utile è l’elastocompressione: l’utilizzo delle calze elastiche terapeutiche potenzia l’effetto della marcia effettuando in modo silente, ma assolutamente costante ed efficace, un’azione meccanica sui muscoli, sui vasi venosi e linfatici degli arti inferiori. Attenzione però a quale tipo di calza acquistate! La scelta della corretta tipologia, nonché il corretto grado di compressione, vengono stabiliti grazie all’esecuzione dell’ecocolorDoppler venoso. A completamento, la terapia può essere arricchita mediante l’assunzione di “flebotonici”, ovvero degli integratori che contengono sostanze naturali in grado di rinforzare il tono delle pareti venose e svolgere contemporaneamente un’azione antiedemigena e drenante.”

Quando è opportuno eseguire un controllo angiologico?
“Consiglio di iniziare la prevenzione sin dall’adolescenza, se sussistono condizioni predisponenti quali il sovrappeso, la familiarità, o se si svolgono attività lavorative che costringono a stare seduti o in posizione eretta per prolungate ore. Inoltre, come accennato in precedenza, consiglio di eseguire un controllo medico nei mesi che precedono il periodo estivo, in modo tale da iniziare gli opportuni trattamenti che consentono al paziente di prepararsi nel modo migliore ai mesi più caldi, scongiurando fastidi e inestetismi alle gambe che spesso limitano lo stile di vita quotidiano.”

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