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Perchè dobbiamo rimanere a casa

mercoledì 11 Marzo 2020, 11:53   L'Opinione  

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di Giuseppe Gargano

Ci sono periodi vissuti dall’umanità, che necessitano di uno sforzo maggiore per rimanere “umani”; periodi nei quali l’istinto animale prevale sulla ragione.Sono questi periodi che hanno caratterizzato da sempre i momenti di maggiore crudeltà, passaggi storici, che, a causa di un calo della guardia hanno condotto, o meglio ricondotto, il genere umano ad istinti primordiali di sopravvivenza.
Tutto al mondo è ciclico, dalle profezie, alla vita, tutto ha un inizio e tutto ha una fine, ma è negli intervalli del “ciclo” che l’uomo può ritrovare se stesso, può, con uno sforzo avvicinarsi alla divinità, può essere lui stesso artefice del suo destino. Il momento attuale è uno di questi, è una prova dura, ma è una prova, in un modo o nell’altro passerà come è passata la peste e tante altre vicissitudini che hanno visto coinvolto “l’essere umano”.
Il punto è capire cosa rimane dopo questo passaggio, dopo questa fuga dall’Egitto e soprattutto cosa ci insegna, si, perché in ogni occasione precedente l’uomo ha sempre imparato qualcosa, anzi è stato costretto ad imparare dalla Natura, quale sia il suo ruolo nella complessa macchina chiamata Tutto.
Ha imparato e non senza conseguenze, che i regimi totalitari non portano a nulla, che le guerre sono solo un emorragia di odio represso tra popoli che abitano lo stesso pianeta, e che in fondo le pandemie sono delle prove per capire quanto ancora di umano c’è nella bestia ancestrale chiusa in ognuno di noi. Allora perché rimanere a casa? Soprattutto per rispetto verso il nostro prossimo, per quella cosa che, “muove il cielo e le altre stelle”…l’amore.
Si, perché è solo se restiamo umani che possiamo uscire indenni da questa prova, è solo se restiamo uniti che possiamo affrontare ogni difficoltà, è solo se comprendiamo che il prossimo siamo noi che possiamo ancora definirci appartenenti al genere umano!
Chiuderanno aziende, qualcuno perderà o ha già perso il lavoro, molti affronteranno ogni tipo di difficoltà, ma nessuno deve rimanere indietro, che non sia mai necessario arrivare a costringere un medico a “scegliere” tra un giovane ed un anziano, tra Caino e Abele, perché, finché “giovane” ed “anziano” sono due persone astratte possiamo ancora congetturare, ma quando hanno un nome e magari quel nome è uno dei nostri cari la situazione muta. E’ giunto il momento non di lavarsi le mani come Ponzio Pilato, ma di vivere la croce come il Cristo, per una resurrezione, non solo del corpo ma anche dello spirito.
L’umanità continuerà anche dopo il covid-19, facciamo in modo che anche l’essere umano continui ad essere tale, non permettiamo all’animale dentro di noi di prevalere sulla nostra natura Divina. “Al mondo c’è un’ambizione più elevata dello stare in piedi.
È quella di chinarsi e sollevare il genere umano un po’ più in alto.

 
 
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