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martedì 26 Maggio 2020

martedì 26 Maggio 2020

Dopo il Coronavirus niente sarà come prima

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di Vittorio Panno

Un importante articolo è stato in questi giorni pubblicato dal Centro per i modelli delle malattie infettive dell’Imperial College di Londra nel quale si dice che le infezioni di COVID-19 in Italia al 28/3 sono 9,8% della popolazione, e quindi 5,9 milioni di casi.

I dati in esso illustrati saranno una ottima base di discussione per cominciare a programmare una lenta ripresa delle attività nei vari settori della vita sociale del paese; non certamente a breve scadenza come gli innamorati del palcoscenico, che parlano sempre nei momenti meno opportuni, auspicano.

Dopo questo tsunami oggi sanitario e domani economico niente sarà più come prima soprattutto nei rapporti sociali ed interpersonali.

In alcuni settori si imporranno nuove decisioni e nuovi comportamenti. Cominciamo ad esaminarne alcuni:
1) la scuola: personalmente penso che per tutto questo anno scolastico le lezioni dovrebbero continuare a distanza sfruttando al 100 x 100 le innovazioni tecnologiche e se per un anno alla fine facciamo tutti promossi non sarà la fine del mondo.
2) Il mondo dello sport: già deciso il rinvio di Olimpiadi ed europei di calcio mentre per quanto riguarda il campionato italiano sarei per lo stop completo o tutto al più, se ci saranno le condizioni, facendo disputare le partite esclusivamente a porte chiuse e trasmetterle in tv, possibilmente in chiaro, per garantire i diritti televisivi alle squadre e fare stare a casa gli italiani
3) In agricoltura, dove il rischio contagio è molto basso se quasi non esistente soprattutto nelle piccole aziende a conduzione familiare, comincerei per prima ad allentare le restrizioni anche per alimentare la filiera agroalimentare che non potrà mai fermarsi.
4) Bisognerà sempre più incrementare lo Smart working per i lavoratori degli uffici pubblici, ed il ricorso alla telematica (come sta ora avvenendo per necessità obiettive) per il rilascio di certificati, esenzioni, prenotazioni e quanto altro possibile.
5) Per il mondo della ristorazione (pub, bar, trattorie, ristoranti) la soluzione non è facile ma dovrà avvenire una vera rivoluzione copernicana. Sicuramente le mascherine diventeranno una componente essenziale per molto tempo ancora del nostro abbigliamento di base e gli igienizzanti per le mani non mancheranno mai nelle borse delle donne e nelle tasche dei pantaloni di noi uomini.

Nel frattempo la ricerca scientifica italiana e mondiale (nella quale io sono molto fiducioso per la sua storia e per quello che hanno saputo dimostrare in questo momento particolare) mi auguro che trovi un vaccino efficace (vera risposta definitiva per metterci al riparo dal contagio) nel più breve tempo possibile e che i nuovi farmaci oggi in sperimentazione per le varie fasi della malattia (paucisintomatici, forme lievi e complicate) abbiano i numeri (testimoniati da rigorosi trial scientifici) per confermare la loro efficacia e permettere la guarigione di coloro che hanno avuto il contagio Infine un’ultima considerazione : questa pandemia ci ha dimostrato che una sanità per essere all’altezza delle sfide che le epidemie in perenne agguato, il proliferare delle patologie croniche dovuto all’invecchiamento della popolazione ed il ruolo essenziale che la prevenzione deve avere ci impongono ,deve avere come asse portante un sistema sanitario pubblico attrezzato in strutture, strumentazione e personale sanitario e parasanitario e non corollario delle strutture private che pur avendo un ruolo importante non possono essere lo strumento principale del nostro sistema sanitario.

Pertanto urge soprattutto al sud, dove la situazione di base è in condizioni allarmanti, un enorme incremento di strutture ultramoderne ed una riqualificazione ed ampliamento del personale tutto per evitare che gli imprevisti diventino vere e proprie tragedie umani e sociali.

 

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