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giovedì 4 Giugno 2020

giovedì 4 Giugno 2020

Il medico risponde. Colonscopia virtuale. Intervista al dottor Notaro

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di Stefania Morreale

Oggi il dottor Dario Notaro, medico specialista in Radiodiagnostica, ci parlerà della colonscopia virtuale, importante esame radiologico che sfrutta le più moderne tecnologie per garantire una sempre maggiore precisione diagnostica.

In cosa consiste la colonscopia virtuale?
“La colonscopia virtuale è un esame radiologico diagnostico non invasivo ed indolore che permette di studiare il colon-retto tramite l’esecuzione di una tomografia computerizzata (TC) dell’addome. Il colon viene disteso insufflando dell’aria tramite un piccolo catetere rettale e successivamente un software dedicato ricostruisce le pareti del colon come se stessimo facendo una colonscopia ottica tradizionale ma in questo caso sarà “virtuale”. Il medico radiologo ha così la possibilità di analizzare le immagini acquisite e di navigare all’interno del colon.”

Perché effettuare una colonscopia virtuale?
“Tramite la colonscopia virtuale è possibile andare ad escludere con un’elevata accuratezza la presenza di eventuali polipi che possono crescere lungo le pareti del colon-retto. La progressione da polipo a cancro è stata ampiamente studiata in letteratura ed un’eventuale sua precoce individuazione è correlata ad un drastico aumento della sopravvivenza.”

Qual è la differenza tra questo tipo di esame e la colonscopia ottica tradizionale?”
A differenza della colonscopia tradizionale non viene inserito un endoscopio rigido lungo il colon e quindi risulta essere una procedura meglio tollerata dal paziente. Inoltre viene evitata la sedazione, visto che l’esame non provoca dolore.”

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi rispetto alla colonscopia tradizionale?
“Oltre alla minore invasività ed alla migliore tollerabilità da parte del paziente, la colonscopia virtuale può far vedere diversi reperti collaterali spesso di rilevanza clinica. Questo perché in pratica, seppur utilizzando basse dosi radianti, viene eseguita una scansione di TC dell’addome e si possono quindi identificare alcune eventuali patologie extracoliche.
L’unico punto debole riguarda l’impossibilità di eseguire eventuali biopsie e/o rimozioni al momento dell’esame, trattandosi esclusivamente di una tecnica diagnostica.”

In quali pazienti è indicata la colonscopia virtuale?
“L’indicazione principale resta il completamento di una colonscopia ottica incompleta, il più delle volte questo avviene per tortuosità del viscere o per intensa dolorabilità del paziente. La colonscopia virtuale è da preferire nei pazienti anziani o con comorbidità, visto il loro maggiore rischio di complicanze ad eseguire l’esame tradizionale. Altre indicazioni sono la malattia diverticolare, dolori addominali cronici o turbe dell’alvo da causa misconosciuta.”

Come ha già specificato, la colonscopia virtuale rappresenta un’importante arma anche contro i tumori colo-rettali. A proposito di quest’ultimi, in cosa consiste e a chi è rivolto lo screening per prevenirli?
“Bisogna ricordare che il tumore del colon-retto è il secondo tumore più frequente nei due sessi e che la sopravvivenza per questa patologia è andata aumentando negli anni soprattutto grazie allo screening. In Italia lo screening viene realizzato attraverso il test del sangue occulto nelle feci, da eseguire ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni. Visto che questo test non presenta una sensibilità elevata può essere indicata l’esecuzione di una colonscopia dopo i 50 anni oppure dopo i 45 se è presente una familiarità per neoplasie del colon-retto.”

Quali sono i fattori di rischio per il tumore del colon-retto?
“Chiaramente la familiarità è un fattore di rischio importante, così come le patologie infiammatorie croniche intestinali o alcune sindromi ereditarie rare. Questi sono fattori per i quali non è possibile intervenire e che rimangono immodificabili. Esistono invece fattori modificabili, come l’eccessivo consumo di carne rossa, insaccati, farine e zuccheri raffinati, grassi saturi e bevande alcoliche, ma anche l’abitudine tabagica, il sovrappeso e la ridotta attività fisica, sui quali è bene intervenire per evitare l’instaurarsi di diverse problematiche che interessano la zona colo-rettale.”

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