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lunedì 1 Giugno 2020

lunedì 1 Giugno 2020

Fratelli d’Italia Bagheria: “non è la destra a limitare le nostre libertà”

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Con una nota la sezione bagherese di Fratelli d’Italia con una nota interviene sulle recenti vicende italiane e sulla pandemia da covid 19.  

“Prima dell’inizio della pandemia, causata dal Covid 19, nell’idea di molti, la destra italiana, era vista come la madre generatrice delle limitazioni personali, credenza dettata anche da una storia lontana. Accade oggi, in piena pandemia, che a limitare le nostre libertà personali sia chi si è proclamato l’avvocato del popolo italiano. Il premier, guidato dal guru della comunicazione, appare in diretta facebook, pensando di dover superare l’ennesima nomination del grande fratello. Ma, il grande fratello che l’Italia rischia, è quello immaginato da Orwell, dove il protagonista, è il dittatore dello stato totalitario chiamato Oceania, che diversamente dal nostro avvocato nessuno ha mai visto. Con la “tecnica” dei decreti, che per la precisione hanno forza di legge solo dopo essere stati approvati dal parlamento, è stato detto di tutto riuscendo contemporaneamente a non dire nulla. Alcuni di questi decreti del presidente del consiglio, sembravano scritti sulla base della famosa frase di Tomasi di Lampedusa, nel suo Gattopardo “cambiare tutto per non cambiare nulla”. Va dato atto all’avvocato degli italiani, e qui si spera che almeno colga l’ironia, di aver unito un popolo sotto un unico aggettivo, “congiunto”. Come non mai, dopo il periodo di quarantena, ogni italiano si è sentito congiunto di qualcuno. Sono stati bloccati i confini italiani per evitare i contagi, lasciando aperti i tornelli all’ingresso del porto di Lampedusa, facendo passare, nello stile di “facimmu ammuina”, ogni protesta avanzata in Parlamento, come un atteggiamento razzista, dimenticando che il suo ministro agli esteri, non ha gridato nulla quando altri paesi hanno impedito ad italiani di sbarcare da navi da crociera per la possibilità di contagio da covid 19. Nel mezzo del decreto di nostra vita, ci si è imbattuti anche in una selva oscura, quella di permettere a detenuti sottoposti al regime di 41-bis di ritornare a casa. Nel frattempo, mentre le carceri erano in rivolta, i mafiosi tornavano a casa e il ministro della giustizia cercava di capire quale in realtà fosse il suo compito, ha mandato le forze di polizia a interrompere funzioni religiose e inseguire persone in spiaggia, dimenticando di controllare le strade occupate da chi, il 25 aprile, festeggiava la liberazione mentre un intero paese era ai domiciliari. Amante dei giochi pirotecnici, con i suoi provvedimenti ha sparato cannonate a salve sul piano economico, elargendo un bonus di 600 euro per le partite iva, le quali, a stento sono riuscite a pagare, gli affitti delle attività. Con il suo abito sartoriale, stile Michael B. Jordan, ha dichiarato ad una nazione intera che gli altri paesi europei hanno copiato i nostri provvedimenti; ebbene avvocato, evidentemente non hanno copiato bene, per fortuna loro, perché in altri stati sono stati erogati fondi direttamente sui conti correnti delle aziende e dei cittadini in difficoltà. Con un colpo da teatro, degno solo dell’Edipo Re, ha dichiarato che le aziende avrebbero avuto la possibilità di accedere ad un prestito con un semplice click. Attualmente, caro avvocato del popolo italiano, le banche chiedono garanzie, e sopratutto, nel caso di debiti pregressi, prima di elargire il prestito viene estinto il debito. In pratica ha garantito per le aziende che non avevano necessità delle sue garanzie e per le altre, ha solo “dato la possibilità” di saldare i debiti e pagare le tasse, indebitando i commercianti e le aziende e arricchendo le tanto amate banche. Ha messo in piedi una task force, degna dello sbarco in Normandia, ovviamente ben pagata, che, meditando quasi in un stato mistico ha partorito misure geniali. Difatti, ha permesso che, su un pullman potessero salissero 16 persone, mentre ad un funerale, di persone, ne possono partecipare solo 15, e ancora, in molti attendono una circolare esplicativa per capire se il prete e l’organista siano compresi nel computo. Caro avvocato, ha volutamente chiuso gli occhi su un sud virtuoso che ha saputo fare fronte all’emergenza. Qualcuno, pur non sapendo di che tipo di virus si trattasse e come combatterlo, è stato comunque capace di dare il merito del basso contagio al caldo. Lo stesso sud ora deve aspettare il passo del nord; ci si chiede se, in condizioni opposte, il nord “produttivo” avrebbe tenuto conto delle difficoltà del meridione.
Ma, quello che ci preoccupa è che non ha ancora finito, perché più di quello che ha fatto, attendiamo di capire quello che farà.  Nell’attesa, chi non può più riaprire le proprie attività commerciali, frutto di anni di sacrifici, ha due scelte, una è il nodo scorsoio e molti imprenditori purtroppo ne hanno già fatto ricorso, l’altro, è dare nuove opportunità alla criminalità organizzata, scevra da burocrazia e purtroppo più presente nel territorio. Perché vede caro avvocato, in questo periodo, a parte chi fa politica attiva nel territorio, non abbiamo visto ministri a sostegno delle fasce deboli e il loro silenzio è assordante.

Parlate, e su questo non vi supera nessuno, di una nuova forma di reddito, dopo quello di cittadinanza, ma, caro avvocato, sono poche le persone contente di un reddito senza lavoro, perché tolto il lavoro ad un padre di famiglia gli viene portata via anche la dignità, la voglia di fare progetti per il futuro.

Ogni artigiano che chiude è una perdita per la Nazione, si interrompe una catena che ci ha portati ad essere i migliori sarti, ad avere la ceramica più bella al mondo, l’amore per il gusto, le tecniche di riparazioni delle reti da pesca, i segreti tramandati da sempre dai contadini nell’innestare arance e uve.

“La vita ha due doni preziosi: la bellezza e la verità. La prima l’ho trovata nel cuore di chi ama e la seconda nella mano di chi lavora,” e lei avvocato del popolo italiano, non è stato in grado di dare né bellezza né verità alla Nostra amata Nazione.”

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