Come colmare l’abisso sanitario dopo l’esplosione del Covid19?

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di Cittadinanza attiva

L’esplosione del Covid ha investito in modo differente le varie Regioni, ma dal punto di vista di direttive di gestione sanitaria e impatto economico, sociale e psicologico le reazioni e gli effetti sono stati identici in tutta Italia.

Mentre le attività sanitarie urgenti e brevi sono state garantite e con tante difficoltà e paure gli addetti ai lavori, in relazione ai propri ruoli, hanno dovuto fronteggiare in prima linea l’emergenza sanitaria Covid di gravità quasi senza precedenti, la sospensione delle attività sanitarie programmate, di prestazioni ambulatoriali, ricoveri(non urgenti), per fare spazio ai contagiati Covid, ha creato un abisso sanitario difficile da colmare e con risvolti più o meno complessi. Tutto ciò, in contesti dove la carenza di personale è documentata, le normali liste di attesa erano già un grossissimo problema, (facendo presente che siamo un Paese e una Regione con un grande numero di anziani, invalidi e malati cronici da gestire), insieme all’organizzazione e coordinazione di un sistema sanitario complesso, dove la cooperazione e la comunicazione non sono purtroppo un punto di forza per cui l’utenza spesso si perde tra i meandri della sanità, non riuscendo a trovare agevolmente risposte.

Ad oggi, in tutte le reti civiche siciliane si registrano difficoltà di accesso alle cure post emergenza Covid, mancate risposte in una fase caotica di ripresa, che crea spostamenti di persone in cerca di risposte, contrasti e affollamenti difficili da gestire.

Oggi che, dopo tre mesi, siamo arrivati alla riapertura delle prestazioni, con le misure di prevenzione, distanziamento, sanificazione degli ambienti, riduzione delle visite, ricoveri, con personale carente e mancanza di professionisti formati, ci si chiede come si farà a recuperare le tantissime prestazioni saltate e bloccate, nonché garantire pure il presente?

I segnali di necessità di cambiamento arrivano forti e chiari.
Il virus ci ha mascherati e smascherati nello stesso tempo, sotto tanti aspetti ed ambiti.
Imparare, traendo vantaggio dagli errori, senza demonizzarli o mascherarli, è da persone responsabili.

  1. Smascheriamo l’errore di non aver dato la giusta importanza al medico di base (quando è stato responsabilmente presente), professionista che ha a carico il proprio assistito. È a lui che bisogna rivolgersi per curarsi e non solo per richiedere prescrizioni varie che, nella gran parte dei casi allungano le liste di attesa a discapito di chi ne ha veramente bisogno. Il medico di base deve riappropriarsi del suo ruolo e ritornare a osservare, visitare, fare diagnosi e curare. Non è e non deve essere un burocrate, “scrittore”di ricette o smistatore e l’utente deve riconoscere la fondamentale importanza del medico di base nel proprio percorso di cura, instaurando un rapporto diretto e costante medico/paziente, senza girovagare tra consulenze varie (che creano più svantaggi che vantaggi).
  2. Diciamo che lo tsunami del virus ha smascherato anche la scarsa competenza telematica dei diversi professionisti e utenti in questa era digitale dove viviamo a stretto contatto con la tecnologia, ad oggi pochissimo recepita.

Oggi che per emergenza Covid abbiamo cercato soluzioni alternative a distanza, (chi più chi meno) non sarebbe il caso di andare dal medico solo per farsi visitare e curare, senza affollate gli ambulatori per attività di segreteria e burocrazia?
Investiamo in competenze telematiche efficaci per colmare il vuoto, accorciare tempi ed evitare peripezie; e miglioriamo la comunicazione per dare informazioni, risposte e guidare adeguatamente più utenti possibili

 La telemedicina potrebbe essere uno strumento utile se saputo utilizzare. Consiste nella comunicazione di dati medici a fini diagnostici e terapeutici che permettono lo scambio tra ospedali, reparti, ambulatori etc, di referti ed esami vari per una maggiore valutazione tra professionisti o che, in caso di malattie croniche quindi già diagnosticate e prese a carico, permettono di acquisire dati sull’evoluzione della malattia, seguendo la persona, attraverso l’invio di esami, collegandosi con il paziente a distanza, tele-monitorando per rivedere terapie, comprendere l’evolversi della malattia a vantaggio dell’utente che non ha bisogno di recarsi in ambulatorio, creando affollamenti, facendo così spazio ai nuovi accessi.

  • Oggi è più importante che mai che l’utente abbia piena consapevolezza e serenità delle priorità di richiesta e tempistica, imparando a comprendere ciò che è urgente, breve e programmabile, scritta in ogni richiesta, per evitare la solita corsa a prestazioni erroneamente considerate “questione di vita o di morte” quando, invece, sono controlli programmabili, per evitare panico inutile, contrasti, corsa a regimi privati o a” favori” che tolgono spazio a chi ne ha bisogno.

È ora di cambiare sistema e “visione” e di conoscere i servizi  presenti nei propri territori(a chi rivolgersi,chi deve fare cosa e dove andare in caso di..),facendone il miglior uso possibile in tutela di se stessi e degli altri.

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Agosto 12th 2020, mercoledì
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