Porticello. Ricordato il commissario Beppe Montana, ucciso dalla mafia il 28 luglio 1985 (foto)

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di Martino Grasso

Triste anniversario a Porticello.
E’ stato infatti ricordato il commissario di polizia Beppe Montana ucciso in un agguato mafioso il 28 luglio a del 1985.
Oggi si è svolta in piazza “Beppe Montana”, a pochi metri dal luogo dell’attentato, una cerimonia sobria ma sentita e commossa.
E’ stata deposta una corona di alloro sulla stele in marmo dedicata al ricordo del sacrificio di Montana.
Il cappellano della Polizia di Palermo, Don Massimiliano Purpura, ha impartito una benedizione e ha ricordato la figura del commissario ucciso: “non era ben visto dalla mafia, ma era un eroe per chi ama la giustizia e la legalità”.
Alla cerimonia hanno preso parte fra gli altri il questore di Palermo Renato Cortese, il nuovo prefetto di Palermo Giuseppe Forlani. Per il commissariato di Bagheria c’erano il primo dirigente di polizia Leoluca Rocchè, il sostituto commissario Domenico Barone e la dottoressa Maria Russo. Presenti anche il sindaco di Santa Flavia Salvatore Sanfilippo e alcuni familiari del commissario ucciso.
Michelangelo Balistreri ha anche letto una poesia in ricordo di Montana.

Il 28 luglio del 1985, nella frazione marinara di Porticello, gli uomini di Cosa Nostra uccisero il capo della “Squadra Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo che tanto fastidio dava alla criminalità organizzata.

Il poliziotto fu colto dai killer di “Cosa Nostra” in uno dei rari momenti che egli dedicava allo svago ed a sé stesso: una domenica pomeriggio, di ritorno da una gita in barca con amici e parenti.

Quell’omicidio fu la riprova di quanto bene il poliziotto avesse fatto il suo lavoro, con passione, dedizione e senso dello stato che, ancora oggi, sono esempi imperituri per donne e uomini della Polizia di Stato. Quella stessa abnegazione che, non a caso, gli è valsa un posto, sulla lapide commemorativa dei poliziotti uccisi dalla mafia ed affissa in Questura, tra Boris Giuliano e Ninni Cassarà.

Lo Stato ha onorato il suo estremo sacrificio conferendogli, il 26 settembre 1986, la Medaglia d’Oro al Merito Civile,  con la seguente motivazione:

“Sprezzante dei pericoli cui si esponeva nell’operare contro la feroce organizzazione mafiosa, svolgeva in prima persona e con spirito d’iniziativa non comune, un intenso e complesso lavoro investigativo che portava all’identificazione e all’arresto di numerosi fuorilegge. Sorpreso in un agguato, veniva mortalmente colpito da due assassini, decedendo all’istante. Testimonianza di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio della vita. Palermo, 28 luglio 1985.”

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