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venerdì 25 Giugno 2021

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Alterati i dati sul coronavirus in Sicilia. Indagini dei carabinieri

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3 minuti

I carabinieri del comando provinciale e del Nas hanno notificato tre provvedimenti di arresti domiciliari a una dirigente generale della Regione e a due suoi collaboratori. Avrebbero falsificato i dati sul Coronavirus in Sicilia e sono accusati di vari episodi di falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Gli arresti domiciliari sono scattati per Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, per il funzionario Salvatore Cusimano, e per Emilio Madonia, dipendente di una ditta che si occupa dei flussi informatici dell’assessorato. Indagato l’assessore alla Salute Ruggero Razza, al quale è stato notificato un invito a comparire e sono stati sequestrati i telefoni cellulari. Sul suo conto però, specificano gli investigatori non emerge “compendio investigativo grave”, ma “è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del DASOE”.

Non risultano elementi contro il presidente della Regione Nello Musumeci che, come scrive il gip “pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”. Oltre a Razza sarebbero indagati anche il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo.

Pesanti le accuse nei confronti dei tre arrestati tanto che il gip parla di “disegno politico scellerato”. In sostanza, i coinvolti avrebbero alterato i dati sulla pandemia diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Positivi e decessi sarebbero stati “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa.

Il provvedimento è stato chiesto dal procuratore facente funzione di Trapani Maurizio Agnello e dalle sostitute Sara Morri e Francesca Urbani. L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo, nel Trapanese, erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’iss. L’inchiesta ora travolge l’assessorato nel pieno della pandemia, un terremoto che avrà inevitabilmente conseguenze nella gestione dell’emergenza in Sicilia.

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