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domenica 17 Ottobre 2021

domenica 17 Ottobre 2021

Come costruire nuovi progetti evolutivi economici, culturali e sociali

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di Nino Amato
10 minuti

Dopo il recente esito elettorale in Germania, che segna la fine di una era e che ha visto una buona affermazione dei verdi,  più d’un osservatore ha voluto soffermarsi sul come si esce dalla crisi in Europa e cosa stanno facendo a tutti i livelli le istituzioni e la politica. Gli argomenti riletti in funzione del futuro,  sono sostanzialmente tre, due poggiano le basi su concetti  storici del novecento.

 Il primo punto: si esce dalla crisi con maggiore Welfare e più solidarietà; il secondo: bisogna porre al centro l’impresa ed il suo sviluppo; il terzo: di recente inserito nelle agende di tutto il mondo, dovrebbe essere capace di coniugarli insieme fungendo da traino, è la svolta ambientalista posta dal cambiamento climatico e rappresentata mirabilmente per le giovani generazioni dalle battaglie di Greta Thumberg che proprio ieri ha incontrato il premier Draghi nell’ambito del yuoth 4 climate.

 Sono argomenti di cui spesso parliamo a scuola e che fortunatamente appassionano e coinvolgono i nostri giovani, ragionare su come investire sul futuro green dell’umanità e di come lo sta facendo l’Italia, o di quello che accade in tal senso, nel nostro territorio, oppresso da un ritorno di qualunquismo pubblico che imperversa sui social , a fronte di situazioni di degrado reale , vedi le recenti vicende di arresti per mafia, i continui incendi estivi o i casi di violenza e decadenza nell’intero interland.

Da diversi anni occupandomi di orientamento e formazione  ai tanti  giovani vogliosi ed affascinati soprattutto dal fare impresa, cerco di spiegare che  uomini e donne di un territorio, ovvero una comunità, si riconoscono e identificano nel loro sistema antropico – naturalistico in cui abitano e vivono, e molto spesso proprio da li si  possono costruire, in particolare attraverso la creatività, nuovi progetti evolutivi economici, culturali e sociali, in equilibrio sostenibile con l’ambiente.

La natura dunque, oggetto dell’attenzione e il principale attore dello sviluppo di nuovi comportamenti sociali e civili. La dimensione del rapporto tra natura e salute benessere l’educazione ambientale verso un modus operandi che mette la natura al centro della collettività, tematica  che assume un ruolo straordinario nello sviluppo della persona prima e delle figure professionali poi.

Proprio su questo argomento, con gli splendidi  ragazzi di un  corso di ristorazione durante le ore  di un interessante progetto IFS, rileggendo un vecchio articolo che ricordava delle nostre tradizioni enogastronomiche, nello specifico delle vecchie trattorie bagheresi e della loro splendida cucina, ci si è ritrovati a parlare dei tanti intellettuali, poeti, pittori,registi,studiosi, che le frequentavano , dei luoghi che costoro si sono trovati a celebrare con le loro opere, del valore della loro testimonianza .

 Da questi  personaggi, che i nostri ragazzi conoscono sempre troppo poco, e dal ruolo della politica e delle istituzioni ma anche dei tanti nuovi protagonisti, che si apprestano a divenire nuovi testimonial positivi di questo territorio, si innesta un ragionamento proprio sul rapporto di costoro e delle giovani generazioni, con il patrimonio naturalistico, con il paesaggio, con le sfide innovative e green e sulla salvaguardia ambientale che più da vicino li riguardano

Se queste riflessioni continuano a  venire fuori dalle corde profonde di ragazzi di una Bagheria vogliosa ed anelante, cosi come dai ragazzi ad ogni latitudine del mondo, se questi ragazzi, che hanno a volte gli stessi nomi e cognomi dei personaggi di cui narrano le gesta, continuano a sperare ed a crederci  vale  sicuramente la pena di riaffrontare e riannodare e sviluppare questi temi anche di livello locale , per il loro futuro ed il futuro della comunità. Infatti, ecco fioccare le domande: del giovane Buttitta:“ma come mai prof. si convive con l’abbandono?”; di Tornatore: “Perchè questi scenari di degrado ambientale nell’assoluto silenzio?”; di Guttuso: “ Eppure prof. come dice lei, ci ritroviamo a parlare di grandi figure, vecchie e nuove in questa parte di territorio?”; di Scianna :“prof.  ma quali interessi ci sono  per non comprendere l’importanza dell’ambiente che ci circonda?

Intanto rispondo io, per dare loro fiducia e far comprendere che il percorso è avviato e loro debbono solo inserirsi per spingere in quella direzione,  “non è un assoluto silenzio”, ed alcuni segnali di attenzione sembrano esserci in questi anni, penso in tal senso allo sforzo delle politiche culturali, penso ai progetti di utilità sociale con i quali attraverso sinergie pubblico privato si è ripulito gran parte del verde pubblico  penso alle tante campagne di volontariato ambientale entrate nelle scuole per combattere l’uso indiscriminato delle plastiche, a quelle  per salvaguardare e ripulire spiagge, ville e luoghi pubblici, penso alla fruizione delle ville , ma penso anche alla salvaguardia ed alla valorizzazione del meraviglioso sito dell’arco azzurro  e poi per esempio alla notizia dell’altro ieri del rifinanziamento del progetto di risistemazione del parco di monte Catalfano.

E’  anche vero purtroppo, e lo è soprattutto per questi ragazzi che vedono aumentare la loro sensibilità ambientale, che da anni continuiamo a leggere e vedere di difficoltà nella gestione dei rifiuti, un mondo dove da sempre si annidano interessi , o di spazi intorno alla città, dove un tempo prevalevano rigogliosi giardini di agrumi punti di forza di una economia agricola, e che per interessi speculativi sono andati perduti,  o anche zone verdi ben identificabili, ( il possibile parco di Valguarnera) a ridosso ed all’interno dell’area urbana come aree degradate ed indipendenti se non dissociate dal contesto urbano.

Queste aree dovrebbero ritornare ad essere  un sistema inter-dipendente tra uomo e natura, un asse  che diventa preziosa risorsa economica ed ambientale.

Mille volte ci siam detti che un futuro sostenibile, economico ambientale e sociale, passa inevitabilmente attraverso progetti di sviluppo capaci di porre al centro dell’attenzione e delle strategie, il territorio con tutte le sue componenti umane, sociali, storiche, culturali e naturalistico ambientali. Dopo la crisi del sistema agricolo agrumicolo, più volte lo abbiamo detto  nei dibattiti  sui piani regolatori, ricordo le battaglie in tempi non più recenti del compianto Beppe Zaso, e di alcuni sindaci lungimiranti  ma ancora oggi purtroppo tutto ciò non rimane del tutto chiaro. Non si dà futuro se non in continuità con il passato, la storia, l’esperienza, i saperi consolidatisi nel tempo ma anche con la valorizzazione e la salvaguardia delle predisposizioni naturali e con il diritto ad avere ed a sostenere politiche ambientali.  A scuola continuiamo a costruire riflessioni e strumenti di comunicazione che permettano di aumentare la nostra consapevolezza in questo campo ma è non solo importante, ma anche etico, in quanto argomento di consapevolezza collettiva, che la politica e la società civile prendano  coscienza di tutto ciò ed intervengano  evitando  che  tutto  continui a rimanere per lo più lettera muta.

Solo così continuare a narrare il riconoscimento di questo comprensorio Bagherese, come luogo natio di uomini illustri, di splendide ville, della sua storia e della sua identità potra’ essere per le nuove generazioni  elemento di crescita e di sviluppo di credibili  e forti idee imprenditoriali di nuova e sana socialità .

Allora in attesa che il premier Draghi dica basta al Bla Bla Bla di cui ci accusano i giovani ed agisca al G20 sul riscaldamento globale, anche a Bagheria si dia il via ad una fase nuova che ponga definitivamente al centro del processo di sviluppo e di ripresa economica la svolta green e la salvaguardia ambientale coinvolgendo, scuole, associazionismo, imprese  e cittadini in un progetto sinergico e di grande respiro .

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