Le festività natalizie sono da sempre il momento ideale per ritrovarsi. Tra familiari o amici, che ci si frequenti assiduamente o non ci si veda da lungo tempo, è questo il momento eletto da tutti per le “rimpatriate”. È ciò che è successo ad un gruppo di alunni, classe ‘72, del plesso Villarosa della scuola elementare Pirandello di Bagheria. A raccontarcene è stato Nunzio Speciale, noto in città per il suo ruolo di dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Tommaso Aiello.
Circa un mese fa, Speciale ed uno dei suoi compagni delle elementari si incontrano per caso e da lì, rievocando il passato, hanno la strampalata idea, come è lui stesso a definirla, di rintracciare anche gli altri. Entrambi, ognuno con i propri canali, si attivano e iniziano inaspettatamente a reperire i contatti via via di quasi venti di loro. Il primo step è stato la creazione di un gruppo whatsapp da dove è emerso che eccetto qualcuno che lavora in altre regioni, e una compagna che vive addirittura in America, tutti gli altri sono ancora qui a Bagheria. Il passo successivo è stato organizzare una rimpatriata, avvenuta in una nota trattoria bagherese, dove ben quindici degli studenti dell’allora appena fondato istituto Pirandello si sono ritrovati.
“Una meravigliosa emozione, nata da un incontro del tutto casuale, che ci ha fatto ritrovare quarant’anni dopo” -così l’ha definita Speciale. È chiaro che quattro decenni sono tanti e ognuno di loro ha intrapreso percorsi diversi, eppure la serata dello scorso 22 dicembre ha visto annullare tutte le differenze e gli anni trascorsi in virtù dei ricordi passati. Un ritorno all’infanzia, alla licenza elementare conseguita nel 1983 e alla loro maestra, vero trait d’union di questi ormai uomini e donne. La maestra Illuminata Puma ci viene descritta come una donna d’altri tempi: rigida, severa, ligia al dovere ma al contempo dolce e materna. Un’anticipatrice dei tempi, sensibile alle novità che già all’epoca iniziavano a fermentare, come tutta una serie di attività extracurricolari quali il teatro.
Tante le rappresentazioni portate in scena alla fine dell’anno che curava personalmente. È alla maestra Puma che la classe deve l’amore per lo studio e in particolar modo per la lettura, alimentato attraverso gare che si concludevano con l’ambito premio di un libro. Forte del valore dell’istruzione e della formazione, era anche un’appassionata di scienze, tanto che una volta accompagnò i suoi studenti a villa Favazzi, dove all’epoca era ospitata una mostra sui rettili che ancora oggi, a distanza di quarant’anni, è rimasta impressa nella loro memoria.
Occasioni che facevano evadere i bambini dalla routine della vita di classe e che hanno segnato il corso della scuola e della loro formazione. Oggi, di quella classe ‘72, ci sono uomini e donne che ognuno nel proprio campo hanno raggiunto risultati brillanti, tutti accomunati dalla riconoscenza per la loro insegnante che funge da collante ancora, nonostante i quarant’anni trascorsi.






