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venerdì 15 Maggio 2026

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Bagheria. Condannati per spaccio di crack due fratelli termitani in trasferta

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Tribunale di Termini Imerese e avv delisi
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Condannati a due per due fratelli di Termini Imerese per spaccio di crack a Bagheria.
Giovanni Napolitano (difeso dall’avvocato Raffaele Delisi nella foto) a due anni di detenzione domiciliare e alla multa di 2.000,00 e ad un anno uno di carcere e 2.000,00 euro di multa per il fratello Sebastiano Napolitano.
I due il 23 agosto 2023, i carabinieri di Bagheria arrestarono i due fratelli, in via Giotto, nei pressi di via Lanza, dopo che nei giorni precedenti c’era stata una insolita movimentazione di soggetti che contattavano i due fratelli nelle zone adiacenti.
I due arrivarono a bordo di uno scooter e giunti sul posto, iniziavano ad intrattenere rapporti con i presunti acquirenti ed a nascondere qualcosa tra i rifiuti. I militari, dopo aver assistito a diversi episodi di cessione dello stupefacente, arrestarono Sebastiano poichè ritrovato sul posto, l’altro invece si era già dileguato. Sebastiano Napolitano difeso dall’avvocato Sergio Burgio, è stato tratto immediatamente in arresto, accusato del delitto di spaccio di lieve entità e condannato alla pena di anno uno di reclusione ed 2000 euro di multa.

Invece, per il fratello Napolitano Giovanni, difeso dall’avvocato Raffaele Delisi, le indagini sono proseguite e, a seguito degli accertamenti tossicologici che hanno dimostrato la purezza dello stupefacente, nonché per i precedenti gravi, recenti e specifici sempre per spaccio di crack è strato tratto a giudizio per il più grave reato.
Il giudice ha accolto le richieste difensive, e ha condannato Napolitano Giovanni alla pena di anni due di detenzione domiciliare e al pagamento di 2.000,00 di multa.
“Nonostante la purezza dello stupefacente -ha detto l’avvocato De Lisi– , è stato dimostrato che si trattava di un piccolo spaccio di strada punibile come fatto di lieve entità, sfruttando la novella legislativa della “riforma Cartabia” che consente di sostituire la pena carceraria in detenzione domiciliare già nel momento dell’emissione della sentenza senza rivolgersi al Tribunale di Sorveglianza”.

nella foto il Tribunale di Termini Imerese e l’avvocato Raffaele Delisi

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