Si è svolta oggi la marcia antimafia contro la droga e la corruzione che ha ricordato la quarantaduesima marcia Bagheria-Casteldaccia svoltasi il 26 febbraio 1983.
Il corteo si è snodato attraverso la strada provinciale 88, la stessa percorsa il 26 febbraio 1983, quando centinaia di studenti, adulti e religiosi presero parte alla prima grande marcia contro la mafia. Il percorso non era casuale, visto che era il tratto utilizzato dai killer per uccidere i nemici nel tristemente famoso triangolo della morte, composto dai comuni di Bagheria, Altavilla Milicia e Casteldaccia.
Presenti anche alcuni presbiteri fra cui l’arcivescovo Corrado Lorefice e i parroci bagheresi Francesco Michele Stabile, Salvatore Lo Bue e Filippo Custode.
Anche il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, ha partecipato alla marcia: “l’indifferenza della gente comune ha reso i mafiosi così forti da far credere loro di poter fare quello che volevano nei nostri territori. La memoria serve a capire cosa succede oggi nelle nostre comunità -ha detto il presidente Cracolici- la mafia sta cercando di riaccreditarsi agli occhi dei cittadini come dispensatrice di servizi e di ricostruire la sua legittimità nei territori periferici”.
Pesente anche Assostampa Sicilia che con una nota ricorda “il coraggioso impegno di tutti i giornalisti che hanno perso la vita per mano mafiosa, testimonia l’impegno costante della categoria nel contrastare il fenomeno mafioso e nel promuovere i valori di legalità e trasparenza.”
Per l’assessore ai beni confiscati alla mafia di Bagheria Biagio Sciortino: “dopo 42 anni la marcia è ancora fresca delle idee. La mafia non è scomparsa e gli arresti di Bagheria dei giorni scorsi lo dimostra. Hanno dato certezza che la mafia esiste e opera sottotraccia. Dobbiamo lavorare per dare onore a chi la combatte ogni giorno come le forze dell’ordine.”
Uno dei promotori anche della prima marcia è Vito Lo Monaco, del centro studi Pio La Torre che ricorda quegli anni: “la maggioranza dei cittadini onesti ed operosi, si ribellò al terrore mafioso. Il 14 agosto 1982, il coordinamento delle parrocchie di Bagheria, Casteldaccia ed Altavilla Milicia, diffuse un documento letto nelle chiese durante le omelie della domenica successiva.“
Hanno aderito all’iniziativa: le scuole del comprensorio, i Comuni di Altavilla Milicia, Bagheria, Casteldaccia, Ficarazzi, Santa Flavia, Villabate, la Città Metropolitana di Palermo, la Banda Musicale Città di Casteldaccia del Centro Civico di Musica e Cultura, la Commissione Antimafia all’ARS, il Rettorato Unipa, la Diocesi Di Palermo e le parrocchie locali, CGIL – Cisl – UIL Palermo, Organizzazione sindacale CSA, Legacoop Sicilia, ACLI Palermo, ANPI Bagheria – Palermo, Assostampa Sicilia, Caritas cittadina, Casa dei Giovani, Casa dell’equità e della bellezza Palermo, Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato, Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, Consulta Giovanile Casteldaccia, Consulta Giovanile di Bagheria, Erripa – Achille Grandi, Mediter italia, Comitato donne per il Consultorio – Bagheria, Fondazione Cesare Terranova, Fondazione Giovanni Falcone, Fondazione Rocco Chinnici, Libera, LUTOS Cultural Association Human Rights & Inclusion, Rete civica Bagheria, Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone.

una foto della marcia antimafia del 26 febbraio 1983
foto copertina marcia 2023






