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sabato 6 Giugno 2026

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Altavilla Milicia. Scoperta una macelleria che utilizzava personale in nero. Denunciato il titolare per caporalato

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macelleria
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Quattro persone lavoravano in nero in una macelleria ad Altavilla Milicia e per il titolare è scattata la denuncia per caporalato.
Sono stati i militari della Guardia di Finanza di Bagheria e del Comando Provinciale di Palermo ad avere eseguito un decreto di sequestro preventivo, disposto dal GIP del Tribunale di Termini Imerese, finalizzato alla confisca anche per equivalente, a carico del titolare della macelleria.
L’uomo dovrà anche magare 7.500 euro, quale profitto dello sfruttamento dei lavoratori.
Le indagini, svolte dalla compagnia di Bagheria su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, sono state avviate a seguito di un controllo dello stesso Reparto, che aveva accertato l’impiego in nero di quattro lavoratori. I successivi accertamenti, hanno evidenziato le condotte delittuose del titolare che, nell’esercizio dell’attività economica, si sarebbe avvalso stabilmente di manodopera, assunta in nero e sottopagata, soprattutto in occasione delle giornate di maggior afflusso di clientela. Il sistema di sfruttamento, confermato anche dalle dichiarazioni di alcuni lavoratori sentiti in atti sarebbe consistito nella corresponsione di stipendi senza alcuna formalizzazione del rapporto di lavoro, palesemente più bassi (di oltre il 50%) rispetto agli importi minimi previsti dai contratti collettivi nazionali e senza il riconoscimento di indennità per il lavoro notturno; nell’esecuzione di mansioni extralavorative, come ad esempio fare la spesa per l’imprenditore stesso, o per la moglie di questi; nell’inosservanza della disciplina dei riposi settimanali; in una direzione gli accertamenti patrimoniali svolti, anche sul conto dei dipendenti sfruttati, hanno evidenziato il loro indiscutibile stato di bisogno, reso palese da situazioni personali e familiari spesso molto gravi, che li costringevano ad accettare le condizioni lavorative più inique.

Il decreto di sequestro, quindi, cautela anzitutto una somma di 7.500 euro, pari al profitto che sarebbe stato realizzato dall’imprenditore omettendo il versamento delle imposte e contributi dovuti, nonché sfruttando i quattro lavoratori cui non sono stati corrisposti gli emolumenti minimi e le indennità previste dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi. Inoltre, è stata sequestrata anche la macelleria, sede della ditta individuale, nonché luogo di presunta perpetrazione delle condotte, oggetto di contestazione.

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