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martedì 9 Giugno 2026

martedì 9 Giugno 2026

Casteldaccia. Arrestato un uomo di Catania per tentata truffa ai danni di un’anziana

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posto di controllo bagheria
3 minuti

Arrestato un uomo dalla polizia di Bagheria di 60 anni di Catania per truffa. Aveva contattato un’anziana di Casteldaccia dicendo che la figlia era stata trattenuta in caserma ed era necessario pagare 3000 euro.
L’uomo è ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata in concorso.
Nei giorni passati, una pattuglia della squadra investigativa del commissariato di Bagheria, lungo una strada del centro abitato di Casteldaccia, ha riconosciuto nella sagoma di un uomo visto stazionare su strada, i lineamenti di un cittadino catanese gravato da precedenti di polizia per truffa.
Consapevoli di come, anche nel recente periodo, nello stesso comprensorio fossero stati portati a compimento analoghi reati e come, spesso questo genere di truffatori, per ovvi motivi legati alla riconoscibilità, siano “trasfertisti”, gli agenti hanno ritenuto di attendere, in osservazione, l’evoluzione degli eventi. Così come ricostruito a posteriori, gli agenti hanno scoperto che una anziana cittadina era stata contattata telefonicamente da un uomo che, evidentemente dopo averne studiato, abitudini, conoscenze e parentele, si era finto nipote della donna stessa; la voce del finto parente aveva prospettato alla vittima l’urgente necessità di pagare una cospicua somma di denaro quale unico modo per ottenere il rilascio della madre (figlia della vittima) trattenuta all’interno di una imprecisata caserma a causa di una multa non pagata per eccesso di velocità.

La donna, convinta dal “nipote” a consegnare il denaro, in gran fretta aveva racimolato la cifra di 3000,00 euro ed imbustata l’aveva consegnata al 60enne, giunto sulle soglie dell’appartamento quale “emissario” di Poste italiane ed esattore della “cauzione”, nonché complice del “finto nipote” che continuava ad orchestrare telefonicamente il raggiro .
In questa fase sono entrati in azione gli agenti che sono intervenuti tempestivamente bloccando il truffatore e recuperando la somma.
L’arrivo dei poliziotti nell’appartamento dell’anziana ha scongiurato l’ulteriore consegna di monili in oro e preziosi, richiesti insistentemente dal “nipote” in ragione dell’insufficienza della somma già consegnata.
La vittima ha raccontato agli agenti ogni passaggio ed ogni particolare del raggiro ordito ed ha confermato come la tesi della “figlia fermata in caserma” fosse stata esposta dal presunto nipote con capacità persuasive.

Indagini sono in corso per risalire ai complici ed in particolare al finto nipote.

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