La morte di Ciccio Musotto mi ha fatto ricordare un periodo importante della mia vita: ero consigliere provinciale, eletto nelle liste dei “Progressisti”, una delle diciture usate dal PCI nella transizione verso il PD, quando Ciccio fu arrestato, partecipai alla campagna elettorale successiva, in cui fui rieletto asostegno di Pietro Puccio.
Il precedente capogruppo, T. Alamia, divenne assessore di Pietro ed io presi il suo posto. L’esperienza durò due anni, quelli che mancavano alla conclusione del mandato di Ciccio, io fui chiamato al difficile ruolo di chi doveva trovare i numeri, che non avevamo, per approvare gli atti fondamentali necessari per portare avanti l’attività amministrativa.
Ricordo che dal pulpito spesso facevo appello al senso di responsabilità, alla ricerca del bene comune.
I miei appelli erano recepiti dalla componente dell’opposizione erede della diaspora democristiana, in particolare da Mico Geraci, col quale avevamo partecipato alla marcia della pace Perugia Assisi.
Il senso di responsabilità di questi ci consenti di realizzare cose importanti, quali l’apertura della Palermo Sciacca, a Bagheria: il finanziamento del nuovo Liceo Scientifico, l’ampliamento del Ragioneria, la ristrutturazione dell’IPSIA, l’acquisto ed il recupero di villa S. Cataldo, il recupero dei Pilastri e di Palazzo Cutò, la realizzazione del Palazzetto dello sport e tanto altro.
Alla conclusione dei due anni Ciccio, che intanto era stato assolto, si ricandidò e fu rieletto, io mi ritrovai di nuovo all’opposizione, o come preferivo dire in minoranza, perchè ritenevo opportuno oppormi solo quando era necessario.
Su questa linea ci fu uno scontro nel gruppo e prevalse la linea dell’opposizione dura e spesso strumentale, Alamia col sostegno di Cracolici tornò capogruppo e da lì a poco mi vidi costretto a lasciare il partito.
A modo mio non potevo sconfessare gli appelli al senso di responsabilità a cui avevo fatto appello nei due anni in cui eravamo al governo, anche perché spesso trovavo Mico Geraci a farmi notare la contraddizione.
Nella scelta pesarono sicuramente lo spessore di Ciccio, la disponibilità sua e della sua giunta a portare avanti le cose che avevamo incardinato con Puccio, l’amicizia che mi legava e mi lega ancora ad alcuni suoi assessori, Sammartano e Vernuccio tra i primi.
Credo che però fosse maturata in me la consapevolezza, acquisita nell’esperienza di governo, della facilità di indicare i problemi e della difficoltà di risolverli.
Avevo superato la mia matrice rivoluzionaria per approdare alla sponda riformista, in questo sostenuto dalla mia conversione al Cristianesimo, al pensiero positivo, alla dottrina sociale della Chiesa.
Mi interessava ancora capire le cause dei problemi e delle ingiustizie, ma non tanto per additare i colpevoli, ma per indicare l’orizzonte in cui potessero trovare una soluzione.
Rincontrai Ciccio nell’esperienza MPA, ci accomunava l’esperienza negativa di una mafia che ci aveva ammazzato l’amico Mico, ma anche quella di un giustizialismo forcaiolo, che per me si era conclusa, dopo 5 anni di indagine, col proscioglimento in istruttoria, esperienza che avrebbe interessato Lombardo e poi, per altri versi Renzi, altro politico a cui mi sento vicino.
In quel contesto la presa di distanza, da parte di Lombardo, verso alcuni settori ed alcuni interessi del centro destra e la richiesta di sostegno alla sinistra, mi parve creasse condizioni simili a quelle dell’esperienza Milazzo, poteva portare a nuovi equilibri ed aprire l’area di governo ai riformisti. Vedevo nelle intenzioni di Lombardo un approccio simile a quello di Ciccio, un approccio programmatico con nei posti di comando persone oneste e competenti, basti ricordare l’assessore Russo alla Sanità..
In parte è stato così, ma purtroppo le istanze di cambiamento sono naufragate nelle farse alla Crocetta, la Sicilia aveva pagato il dominio mafioso, ora pagava la stessa arroganza e prepotenza da parte dei politicanti dell’antimafia.
Alla fine la restaurazione democristiana, alla regione così come nei comuni, il ritorno dei politicanti, bravissimi a prendere voti usando il manuale Cencelli, circondati dai nani e dalle ballerine del circo Barnum, senza passione e senza visione, che stanno accompagnando la nostra terra verso il declino.






