Si è conclusa con i rituali fuochi d’artificio la festa in onore del santo patrono di Bagheria San Giuseppe.
E come ogni festa che si rispetti ci sono stati i difensori e i critici dell’evento.
Questa comunque è stata un’edizione insolita, soprattutto per il periodo in cui si è svolta. Per la prima volta, infatti, dopo tanti anni, la festa è stata organizzata in un periodo diverso da quello estivo. La decisione è stata dettata dal fatto che l’anno prossimo la città festeggerà i 200 anni della nascita e il Comune ha deciso di allestire una festa in grande stile in occasione dell’evento (21 settembre).
La decisione è stata criticata da molti, sia perché a settembre si torna al lavoro e a scuola e sia anche per il rischio di rovesci metereologici. E la prima giornata della ricorrenza è stata funesta da una pioggia copiosa. Per fortuna negli altri tre giorni le condizioni metereologiche sono state clementi. C’è chi ha difeso la scelta dell’amministrazione sostenendo che in alcuni paesi, come Porticello, la festa si organizza nel mese di ottobre.
I rituali appuntamenti sono stati all’insegna del bel tempo.
E mugugni a parte, sono state tantissime le persone arrivate a Bagheria anche da altri paesi limitrofe.
In miglia hanno assistito agli appuntamenti clou come la processione del simulacro, la sfilata dei carretti siciliani e il concerto in piazza che quest’anno ha visto esibirsi Michele Zarrillo. Anche i fuochi d’artificio hanno avuto il pubblico delle grandi occasioni.
Quest’anno, inoltre, si è avuta per la prima volta l’organizzazione di un concorso canoro grazie alla professionalità di Pippo Balistreri che ha fatto vedere di che pasta è fatto. Non si ricopre il ruolo di direttore di palco di Sanremo per 40 anni per caso.
Ha coinvolto anche personaggi del calibro di Beppe Vessicchio, Manlio Dovì e artisti locali di buon livello come Giuliana Di Liberto e Antonio Zarcone.
Che piaccia o no, la festa patronale attira migliaia di persone ogni anno. Fa parte della nostra tradizione religiosa e laica. E in ogni caso, muove l’economia locale, anche se per pochi giorni.
La festa di san Giuseppe 2025 va in archivio, appuntamento all’anno prossimo.








