Restituite le ville sono al figlio di Bagheria Nicolò Eucaliptus,dda anni in galera.
La Corte di Appello di Palermo ha revocato il provvedimento di confisca.
La notizia è stata resa nota dal sito on line LiveSicilia.
Non c’è la cosiddetta “presunzione di appartenenza dei beni al mafioso”.
La decisione è del collegio di secondo grado per le Misure di prevenzione, presieduto da Maria Elena Gamberini e composto dai giudici Giovanni Carlo Tomaselli e Sabina Raimondo.
Quando la vicenda sembrava ormai prossima alla chiusura la Corte di Cassazione accolse il ricorso dell’avvocato Luigi Miceli, legale di Francesco Eucaliptus, figlio di Nicolò ed erede delle due ville che fanno parte di un complesso in contrada Consona, a Bagheria.
All’inizio fu sequestrato e confiscato un solo immobile (dodici vani e un valore che una ventina di anni fa era stato stimato in mezzo milione di euro per uno), ma quando intervenne l’amministratore giudiziario per l’immissione in possesso si accorse dell’esistenza di un altro immobile analogo.
La confisca era scattata perché la Procura sosteneva che le due ville (per un periodo una ha ospitato un noto ristorante) fossero state comprate e ristrutturati con i soldi del boss ergastolano. La difesa ha offerto una versione diversa. Gli immobili, costruiti nel 1992, appartenevano ad Ignazia Sorce, suocera del capomafia Eucaliptus, ed erano stati prima donati (mantenendo l’usufrutto) e infine ereditati dalla moglie del boss.. Quando quest’ultima è deceduta sono passati al figlio Francesco Eucaliptus (in passato assolto in un processo per favoreggiamento) che adesso ne rientra in possesso. Cosa dicono i giudici I giudici fanno un excursus della vicenda:
“La moglie dell’Eucaliptus (ergastolano dal 1995) è divenuta proprietaria dell’immobile in questione da potere dei propri genitori; sono stati sempre i genitori a realizzare il manufatto prima ancora che la donna ne divenisse proprietaria.”
In conclusione il Tribunale sottolinea che “In definitiva, non può affermarsi che i beni patrimoniali in questione siano il frutto dell’investimento di capitali connessi alle attività illecite realizzate da Eucaliptus Nicolò”.






