Nel cuore del Liceo Classico “Scaduto” di Bagheria, dove la tradizione umanistica incontra
le nuove frontiere del digitale, la professoressa Manuela Pipitone rappresenta una delle
voci più autorevoli del cambiamento. In questa intervista racconta come STEAM, realtà
virtuale, AI e robotica possano convivere con il pensiero critico classico, aprendo nuovi
scenari per la scuola e per il territorio.
E gli Dei, invidiosi, guardano e ridono [cit.]
Chi è la Prof.ssa Manuela Pipitone
Docente di Matematica e Fisica | STEAM, VR & AI | Formatore | Erasmus+ Francia–Germania
| Presidente Chessmate (squadra in Master)
Docente da 28 anni, oggi al Liceo Classico “F. Scaduto” di Bagheria, dove integra STEAM, VR,
AI e robotica in percorsi basati su Inquiry-Based Learning e modello delle 5E.
Referente per la sezione STEAM, coordina progetti e scambi Erasmus+ con Francia e
Germania su VR, AI e cittadinanza digitale.
Presidente dell’A.S.D. Chessmate Academy di Bagheria, che vanta una squadra in Master,
promuove pensiero critico e strategico attraverso gli scacchi.
Partecipa a progetti PON/PNRR e conferenze internazionali. Autrice di studi su metaverso e
didattica innovativa, tra cui:
The Metaverse in the Classical High School (2024)
From Humanities to STEAM (Praga 2025)
Ci parli del paradosso del Liceo Classico. Lavoro al Liceo Classico Francesco Scaduto di Bagheria, una scuola con una forte identità umanistica che oggi sta felicemente investendo sulle STEAM e sull’innovazione digitale. Le STEAM sono un insieme di discipline scientifiche e tecniche che includono Scienza, Tecnologia, Engineering (ingegneria) e Matematica Il progetto che porto avanti nasce dall’idea che il liceo classico possa evolversi senza snaturarsi: mantenere la profondità culturale, ma aprirsi alle tecnologie, al pensiero critico ed ai nuovi linguaggi.
Il punto di svolta
Il digitale è stato il vero punto di svolta. Ha reso la nostra missione più accessibile e più inclusiva. Ha permesso e permette di creare ponti reali tra studenti, docenti e famiglie, di costruire comunità anche quando non si condivide lo stesso spazio fisico, di rendere visibili processi cognitivi che prima restavano nascosti. La tecnologia al Liceo Classico qui A Bagheria non la usiamo per “sostituire”: la usiamo per connettere.
Quali Strumenti e quale approccio utilizzi.
Nella pratica quotidiana utilizzo strumenti di intelligenza artificiale, piattaforme di modellazione e creatività(Blender, Tinkercad, Delightex), ambienti collaborativi (Classroom
Padlet, Canva) e software per la programmazione educativa (Choregraphe, Python, mBlock). Questi strumenti mi aiutano a rendere più inclusiva la didattica, più visiva, inquiry-based (basata sull’esplorazione) e a far lavorare gli studenti su progetti che uniscono teoria e pratica.
Ci sono state delle difficoltà?
La difficoltà principale è stata superare la preoccupazione che il digitale potesse indebolire le competenze di scrittura e di ragionamento autonomo. È un timore ricorrente, ma l’esperienza mi ha mostrato che, quando viene utilizzato con intenzionalità didattica, il digitale non riduce queste capacità: le sostiene e le amplia, sviluppando competenze di analisi, rielaborazione, argomentazione e valutazione critica.
Sul territorio che tipo di Impatto ha avuto un approccio di questo genere
Gli studenti portano nelle loro famiglie una nuova cultura dell’uso consapevole della tecnologia. Le collaborazioni con realtà culturali, associazioni e altre scuole stanno aumentando. C’è più curiosità, apertura e voglia di sperimentare. Il modo in cui stiamo usando il digitale sta influenzando anche il territorio. Il cambiamento parte dalla scuola, ma si riflette fuori. E se questa prospettiva è utilizzata da una Istituzione come il Liceo Classico Scaduto, il territorio ascolta, assume una postura di apertura al nuovo. Ed il cambiamento parte dalla scuola, ma si riflette fuori quasi immediatamente.
Adesso però vogliamo una tua Visione personale ed un messaggio finale
Immagino un futuro in cui Bagheria e i comuni vicini diventano luoghi dove la tradizione convive con l’innovazione, e dove la scuola è motore culturale. Vedo spazi immersivi, laboratori interdisciplinari, collaborazioni internazionali e una comunità educante che non ha paura di guardare
avanti. Se dovessi dare un consiglio a chi vuole “restare, ma innovare”, direi questo: non devi cambiare luogo, devi cambiare sguardo. Parti da ciò che hai, dalle tue radici, e usalo come base per incontrare ciò che arriva. L’innovazione non è fare tutto nuovo, è leggere il presente con occhi più aperti.
Hai una storia di innovazione da raccontare? Scrivi a info@lavocedibagheria.it #RadicatiEConnessi – Il digitale che abita il territorio.








