Ha spento cento candeline un’altra centenaria bagherese: Gaetana Costanzo.
Attorno a lei i figli e i numerosi nipoti.
Alla festa ha preso parte anche il sindaco Filippo Tripoli, cresciuto nello stesso quartiere, mentre la benedizione è stata curata da padre Rosario Di Lorenzo che viveva nella casa accanto e Lei ha voluto che fosse lui a benedirla.
La signora Gaetana ha preso parte alla festa lucida e con particolare partecipazione, ringraziando tutti i presenti.
Alla fine i figli: Pietro, Nino, Mario e Giovanni (Mariarosa, la primogenita, morì all’età di 16 mesi negli anni 40), hanno regalato alla donna una lettera, nella commozione generale.
Di seguito il testo integrale.
“Cara Mamma, al traguardo ragguardevole del secolo di vita, volevamo esprimerti il Nostro Ringraziamento per quello che sei stata e che continui ad essere, adesso, ancora meglio di prima, dall’alto della tua saggezza di anni vissuti sempre con forte senso del dovere, responsabilità ed esempio soprattutto, ahm quale lezione di vita l ’esempio, meglio di centinaia di parole, eri sempre la prima a metterti in gioco ma lo faresti ancora oggi se te lo permettessimo. A qualsiasi ora ci alzavamo da ragazzi o, meglio, ci facevi alzare, tu eri già operativa da diverse ore, Grazie Mamma per l’esempio. Adesso dai tuoi ricordi che spesso ci racconti tu stessa fai un’analisi su quella che è stata la tua vita, iniziata a Bagheria il 6 dicembre 1925, ti definisci che fin da piccola eri monellina ma io direi che eri solo furba, furbizia che ti nasce dall’intelligenza innata che ti porta ad osservare le cose per capirne il significato, il funzionamento e il perché e di conseguenza trovarne la soluzione. Grazie per averci trasmesso questo.
E quando a metà degli anni Sessanta sei andata negli Stati Uniti da sola perché il contratto di lavoro per avere il visto l’avevano fatto solo a Te e non a Papà, be non ti sei persa di animo e con molto coraggio sei partita per dare man forte alla famiglia. Grazie per averci trasmesso il senso di responsabilità. Adesso da padri di famiglia che siamo capiamo benissimo che ogni tuo rimprovero, ogni tuo No, ogni tuo alzare la voce e a volte anche le mani è stato solo per il nostro bene. Grazie Mamma per questo grande insegnamento di vita che ci hai trasmesso. Ora che sei orgogliosa di come la gente ti parla di Noi, tuoi figli e Nipoti, di come nella società siamo rispettati, di come sei un po’ invidiata perché 4 figli maschi ogni giorno presenti alla casa di riposo dove adesso risiedi per tua scelta per renderci liberi, beh Mamma siamo Noi orgogliosi di avere una Mamma come Te.
Grazie Mamma per quello che sei. Grazie Mamma per essere la nostra Mamma”







