L’avvocato Salvatore Pirrone, difensore di G.G. di anni 47 e di G.G., di anni 17, coinvolti nella rissa di Casteldaccia, fra due nuclei familiari, tiene a precisare alcuni aspetti della vicenda.
“I fatti sono sicuramente spiacevoli ma è doveroso chiarire che tutte le parti sono attualmente accusate di aver partecipato a una rissa aggravata. La spranga di ferro è stata prelevata, dal bagagliaio della sua autovettura, proprio dal soggetto che poi ha avuto la peggio. Il mio assistito aveva chiesto tantissime volte l’intervento delle Forze dell’Ordine lamentando minacce e serie provocazioni per evitare che le tensioni degenerassero, ma il GIP che ha applicato la misura cautelare non ne era a conoscenza. Subito dopo l’interrogatorio di garanzia, dove il mio assistito si è mostrato turbato e dispiaciuto per i fatti accaduti, la Difesa ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare, allegando numerose querele sporte dal suo assistito contro il nucleo familiare contrapposto ed una serie di video che mostravano gravissime provocazioni ai danni del 47enne. Il GIP che aveva emesso l’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari ha accolto l’istanza della Difesa e ha revocato gli arresti domiciliari, affermando che dai video prodotti “…emerge, in modo oggettivo, un atteggiamento deliberatamente provocatorio…idoneo a esasperare l’indagato e, in alcuni frangenti, apparentemente volto a sollecitarne una reazione”. Oggi il mio assistito ha soltanto l’onere di presentarsi alla P.G. una volta a settimana. Anche la posizione del minorenne è stata notevolmente ridimensionata. Dopo l’interrogatorio di garanzia il Tribunale per i Minorenni ha accolto l’istanza della Difesa e ha sostituito il collocamento in comunità con una misura meno afflittiva.2






