In un territorio come il nostro, dove spesso si pensa che innovare significhi “andare altrove”, ci sono storie che mostrano il contrario: storie di ragazzi partiti da Bagheria o dalla provincia di Palermo che hanno studiato, viaggiato, imparato e poi riportato qui una visione nuova. La storia di Andrea Tomasello, classe 1998, è una di queste. Un percorso iniziato tra i corridoi di un liceo siciliano e proseguito dall’altra parte del mondo, a Shanghai, epicentro di uno dei più avanzati ecosistemi tecnologici globali. È lì che Andrea si forma programmando, lavorando nello sviluppo di startup internazionali e respirando quotidianamente innovazione. Da Musical.ly (oggi TikTok) ad Edugo.ai
Da quell’esperienza nasce una domanda semplice, ma potente: come si può usare il digitale per amplificare l’impatto della conoscenza di una persona? La risposta oggi si chiama Discerns, una piattaforma di cloni digitali che non replica, ma estende le competenze, il linguaggio e il valore di chi la utilizza. Una visione che nasce dall’incontro tra AI, formazione e creatività.
Dalla Cina alla Sicilia: dove nasce l’idea di Discerns
Il nucleo imprenditoriale di Andrea è maturato nella sua precedente esperienza con Universapp, una scuola di coding pensata per rendere l’apprendimento delle competenze digitali più semplice e accessibile. «A un certo punto», racconta, «mi sono reso conto che non volevo essere solo io a insegnare. Volevo creare uno strumento per moltiplicare l’impatto».
Discerns nasce così: come un sistema capace di trasformare l’expertise di un professionista — docente, coach, consulente, formatore — in un assistente digitale capace di parlare con la sua voce, il suo stile e la sua visione. Una specie di gemello digitale votato alla conoscenza e alla condivisione, non alla sostituzione. Una risposta ai nuovi modi in cui oggi impariamo, comunichiamo, lavoriamo.
Digitale come scelta di vita: il punto di svolta
Per Andrea, il digitale non è mai stato un’opzione secondaria. È stato un percorso naturale, quasi inevitabile. La vera svolta arriva però in Cina, quando si trova immerso in un ecosistema dove tecnologia e innovation sono parte della vita quotidiana: pagamenti digitali, assistenti intelligenti, startup che nascono in pochi mesi, acceleratori che costruiscono prodotti globali in tempo reale.
«In Cina ho capito che il digitale non serve solo a fare più veloce, ma a raggiungere più persone. È un amplificatore di impatto.»
Da lì nasce la convinzione che l’AI possa essere non un sostituto del lavoro umano, ma una forza capace di estenderlo.
Gli strumenti che costruiscono un lavoro digitale
La giornata lavorativa di Andrea è interamente costruita attorno al digitale. Lavora con strumenti come:
ChatGPT, per scrivere, validare idee, generare contenuti e progettare prodotti;
• Lovable e Replit, per sviluppare prototipi software e testare nuove funzionalità di Discerns;
• LinkedIn, diventato il suo principale canale di marketing e networking;
• Freepik e altri tool visual, per produrre contenuti rapidi e flessibili;
• Discerns stesso, che utilizza per creare bozze di post, rispondere agli utenti, filtrare visite e fare brainstorming automatizzato Intervista.
È un workflow che mostra in modo chiaro come non è più il luogo in cui lavori a definire ciò che fai, ma gli strumenti con cui costruisci ogni giorno valore.
La sfida più grande?
“Far capire l’AI, prima ancora che usarla
Molti professionisti del digitale raccontano la difficoltà di integrare nuovi strumenti nel proprio lavoro. Nel caso di Andrea, la sfida è stata diversa: «Io ho sempre lavorato nel digitale. La difficoltà non era usarlo, era spiegarlo.»
L’intelligenza artificiale genera spesso timore:
• sembra fredda, distante, impersonale;
• viene percepita come una minaccia alle competenze tradizionali;
• viene confusa con l’automazione cieca.
Oggi Andrea afferma che l’esperienza gli ha insegnato due verità fondamentali:
1. se non sai comunicare l’innovazione, l’innovazione non esiste;
2. l’AI non deve sostituire, ma potenziare.
Che impatto può avere tutto questo sul nostro territorio?
Ad oggi, gran parte del lavoro di Andrea si muove a livello nazionale e internazionale. L’impatto locale non è ancora massivo, ma la prospettiva è chiarissima: portare corsi di intelligenza artificiale, coding e nuove competenze tecniche nel nostro territorio, partendo dai giovani e dalle scuole.
«Credo che la formazione sia la leva più potente per cambiare davvero un territorio. Se posso dimostrare che dalla Sicilia si possono creare progetti globali, voglio che questo serva da ispirazione.»
È un pensiero perfettamente allineato allo spirito della rubrica: radici forti, connessioni infinite.
Il futuro del lavoro a Bagheria e dintorni: sfida o opportunità?
Andrea è chiaro e diretto: «Il futuro non cambierà da solo. Serve investimento serio su competenze e progetti.»
Questo territorio ha punti di forza enormi: cultura, turismo, produzioni locali, professionalità diffuse. Ma non basta più. Servono investimenti su:
• digitalizzazione;
• AI;
• nuove professioni;
• open data;
• collaborazione internazionale.
La domanda chiave è: vogliamo subire il cambiamento o vogliamo guidarlo?
Restare, ma innovare: il consiglio finale di Andrea
«Se puoi, fai un pezzo di strada fuori e poi torna.»
Esperienze internazionali come Shanghai o la Malesia gli hanno offerto una visione che oggi applica da Palermo, dimostrando che il ritorno non è mai un passo indietro, ma un salto in avanti. Un consiglio che diventa quasi manifesto per i giovani del territorio: parti per imparare, torna per costruire.
È questa, forse, la formula più autentica del “restare, ma innovare”.
La storia di Andrea Tomasello e di Discerns non parla solo di intelligenza artificiale. Parla di identità, visione e possibilità. Parla di un territorio, quello nostro, che può generare innovazione se sceglie di investire sulle persone e sul loro talento.
È il cuore della rubrica Radicati e Connessi è questo: raccontare chi non ha paura di guardare avanti.
Hai una storia di innovazione da raccontare? Scrivi a info@lavocedibagheria.it






