Sono 22 i negozi che si trovavano sul corso Umberto a Bagheria e che sono stati costretti a chiudere negli ultimi anni.
Il dato arriva dai commercianti che continuano la loro attività, malgrado le numerose difficoltà.
Il grido d’allarme è stato lanciato da Luca Scalisi, titolar della Fotottica Paolo, fra i negozi più longevi di Bagheria. I commercianti sono costretti da anni a fronteggiare crisi economiche difficili da superare.
Il corso negli ultimi decenni è aperto al traffico veicolare nelle mattutine, ma chiuso nel pomeriggio e la domenica.
“Da anni si fa finta di niente -dice Luca Scalisi– e ci si gira dall’altra parte. Si fanno parole e chiacchiere senza mai comprendere effettivamente i problemi dei commercianti legati alla situazione sociale ed economica.”
Scalisi non addossa colpe specifiche ma un insieme di cose ha contribuito a creare la situazione attuale.
“Ho letto recentemente un articolo di carattere nazionale, secondo cui 4 italiani su 5 ritengono che le vetrine dei negozi contribuiscono al rilancio della comunità e del territorio. E’ anche vero che il commercio on line e la crisi legata al Covid abbiamo aumentato le vendite on line. E’ anche vero che i centri commerciali hanno contribuito a creare malessere ai piccoli negozi locali.”
Scalisi punta il dito anche alle mancate scelte politiche che hanno fatto poco per rilanciare l’economia bagherese.
Da alcuni mesi i commercianti sono stati anche costretti a fronteggiare il fenomeno delle baby gang, giovani minorenni che si muovono in branco e che danno vita ad atti di vandalismo anche ai danni degli stessi commercianti.
“Purtroppo il centro storico di Bagheria da tempo è abbandonato -conclude sconsolato- ma è pur vero che qualche mese fa avevo espresso al sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli, di sederci attorno ad un tavolo e trovare delle soluzioni tutti insieme. Perché non dobbiamo dimenticare che stiamo tutti dalla stessa parte.”






