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mercoledì 12 Agosto 2026

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Bagheria. Nuovo romanzo di Giuseppe Pietro Tornatore, “La seconda vita di Larry Shock”

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padovano
maurizio padovano
4 minuti

Nei nostri tempi inquieti, tempi di “cuori raffreddati” avrebbe detto Stig Dagerman, non è facile imbattersi in scrittori che abbiano piena contezza di non essere soli al mondo. Che abbiano chiaro, cioè, che il loro esserci non è soltanto funzionale alla compilazione dell’ennesima bella pagina (sempre più rare, tra l’altro): ma che, anche in assenza di certezze da offrire, lo scrittore deve mostrarsi capace di non ignorare il mondo e l’epoca in cui vive, pur senza lasciarsi appesantire dal demone “dell’impegno” o, come diceva Albert Camus, “lasciarsi affascinare dalla Gorgone della politica”.

Sembra, a leggere il suo ultimo La seconda vita di Larry Shock (Robin edizioni, Milano, 2025) che ciò sia ben chiaro a Pietro Giuseppe Tornatore, giovane autore con già alle spalle una serie di ottime prove narrative (Il sincronizzatore, Porto seguro, 2023; Appunti di un rider, Robin edizioni, 20204). Anche in questa sua ultima opera Tornatore conferma la rapidità di scrittura di cui aveva già dato mostra, e una indubbia capacità di gestire con i tempi giusti lo svolgimento della trama, per sorprenderci con un finale zampillante di suggestioni letterarie.

Il romanzo infatti, non a caso comincia con un esergo pirandelliano, una sorta di disinvolto avvertimento al lettore il quale, nel giro di poche pagine, si vedrà coinvolto nelle vicende surreali e distopiche del protagonista del racconto, l’eponimo Larry Shock (quasi che il temario dello scrittore di Girgenti avesse fatto cortocircuito con quello dell’ebreo newyorchese Paul Auster o dello più straniante J.G.Ballard). In una Los Angeles la cui topografia sembra suggerita da suggestioni fatalmente cinematografiche, assistiamo impotenti all’impossibile ritorno casa d’un Ulisse, perso nella sua città, che non ha più nemmeno il cane Argo ad attenderlo. Ma ciò he nel romanzo, ancora una volta colpisce (come nei due precedenti già citati) è l’abilità di Tornatore di far diventare attivo, quasi fosse un personaggio anch’esso, lo sfondo sul quale le azioni e le vicende del protagonista si stagliano. Soprattutto quando descrive, con ricognizioni di rara meticolosità, la realtà della working class contemporanea: dietro la quale il mondo in cui stiamo vivendo – noi e i personaggi di Tornatore – appare per quello che è, ovvero una desolata landa di nuove schiavitù e antiche oppressioni. Waste land che a Tornatore riesce così bene di rendere vivida e angosciante perché sa fare bene ciò da cui ogni autentico romanziere non può prescindere: prendere le distanze da ciò che è troppo immediato e guardarlo in prospettiva. E poi, bontà sua, raccontarlo.
Il volume si presenterà sabato 31 gennaio alle 17,30, al teatro Butera di villa Butera a Bagheria.
L’evento è organizzato dal liceo Scaduto, in collaborazione con il comune di Bagheria.
Saranno letti dei brani da parte di Liliana Sinagra.

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