Una storia vera, intensa, viva. Un uomo, una famiglia, un paese, un’epoca.
Tutto questo nel libro “Mastulinu u Trippinìaddu – Storia di un mastro muratore siciliano”, che ricostruisce la vita di Rosolino Canale — conosciuto da tutti come Mastrulinu — e che, attraverso il racconto personale, ripercorre alcuni dei capitoli più significativi della storia siciliana e italiana del Novecento.
La presentazione del libro si terrà domenica 11 gennaio alle ore 17:30 presso la Sala Museo Giovanni Castiglia, all’interno del Baglio della Torre Duca di Salaparuta, a Casteldaccia.
L’evento vedrà la partecipazione del Sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto e del Vescovo Manzella, in qualità di ospite d’onore.
Il volume nasce dagli ultimi anni di vita di Rosolino, oggi novantenne, e dal percorso di ascolto e memoria intrapreso dalla figlia, che ha raccolto emozioni, ricordi, ferite antiche e immagini di un mondo che non c’è più.
La narrazione parte dall’infanzia segnata dalla perdita della madre a soli otto anni: un trauma che ha accompagnato l’uomo per tutta la vita e che, oggi, nel dolore recente per la morte della moglie, riaffiora con una forza nuova, riportandolo indietro nei decenni.
Il racconto individuale diventa così un racconto collettivo.
Le pagine di Mastrulinu restituiscono non solo la storia di un bambino orfano che diventa uomo tra silenzi, lavoro e responsabilità, ma anche un affresco storico di grande valore.
L’autrice intreccia infatti le memorie familiari con i fatti del suo tempo: il periodo della Seconda Guerra Mondiale, il regime fascista, la tessera annonaria, i bombardamenti, la fame e l’estrema povertà che, in Sicilia, resero ancora più duro il quotidiano.
È la storia raccontata da chi l’ha vissuta, con una forza che spesso supera quella dei libri di scuola,
e la Sicilia che emerge è quella delle grandi trasformazioni, dei ricordi e delle ferite mai completamente rimarginate.
Nel libro trovano spazio anche avvenimenti che hanno segnato la memoria collettiva di Casteldaccia e dintorni, come l’omicidio di Andrea Raia, o la storia del Pastificio Tomasello, uno dei simboli produttivi del territorio, a cui Mastrulinu si lega anche sentimentalmente sposando una discendente della famiglia.
Con delicatezza, l’autrice affronta anche temi sociali come la condizione femminile e la violenza domestica, raccontando l’esperienza di una zia di Mastrulinu, vittima di maltrattamenti in un’epoca in cui le donne non avevano voce né tutele.
“Mastrulinu u Trippinìaddu” diventa così un ponte tra memoria privata e storia pubblica: la vita di un uomo “qualunque” che, proprio nella sua autenticità, aiuta a leggere un secolo di Sicilia.
Tra dolore, tradizione, ironia e resilienza, questo libro è un omaggio alla generazione che ha costruito — letteralmente — il mondo in cui viviamo oggi, mattone dopo mattone.
Il volume è disponibile sia in versione cartacea che in versione ebook






