La decisione, dell’Amministrazione comunale, di far elaborare all’Ufficio urbanistica il nuovo Piano di Bagheria, ha aperto una discussione tra chi ritiene che in questi casi occorra avvalersi di professionisti di comprovata esperienza e chi preferirebbe, anche per risparmiare, la formula dell’assessore urbanista.
Quest’ultima ipotesi, adottata anche dal sindaco di Palermo, che ha nominato assessore il preside di Urbanistica F. Carta, pare la più convincente, perchè assicura l’autorevolezza politica, dell’organo di indirizzo e coordinamento, e garantisce, contemporaneamente, un’elaborazione del Piano attenta ai bisogni della comunità, interpretati, con scienza e coscienza, da chi quella comunità vive, conosce ed ama.
La scelta dell’Amministrazione per certi versi và in questa direzione, la progettazione interna concepita da Bakema per Rotterdam, fu un punto di riferimento per gli urbanisti che ci formammo negli anni 70, l’idea di un Piano attuato da chi lo aveva concepito, faceva superare la dimensione astratta, radicando il piano nella concreta costruzione dell’organismo urbano.
A dire il vero quando G.N. Leone vide la proposta della Variante Generale al Piano, elaborata dall’Ufficio, rimase molto deluso, mi parlò di un tradimento del disegno originario, lo invitai ad essere più tollerante, la maggior parte delle modifiche era suggerite oltre che dalle “Direttive”, elaborate dal Consiglio, da condizioni di necessità, derivanti dal parere della Soprintendenza e dalle sentenze succedute ai ricorsi.
Quindi l’Ufficio non è nuovo a questa esperienza e chi lo dirige ha la migliore professionalità possibile, in materia di legislazione urbanistica.
Quello che manca, a mio parere non è tanto la coscienza, quanto la scienza che può dare una dimensione illuminata a chi vive, conosce ed ama la città, quindi la mia preoccupazione è per l’organo d’indirizzo.
Il Piano dovrà rilanciare e rivitalizzare il Centro storico ed i contesti delle ville, riqualificare e valorizzare la costa, riequilibrare il rapporto residenza/servizi, in particolare sul versante della forestazione urbana e dell’impiantistica sportiva, scolastica e sanitaria, risolvere il problema della mobilità urbana, quella di distretto e quella col capoluogo.
In sintesi il Piano dovrà configurare la Bagheria 2030, invertendo la tendenza al declino e rilanciando la città, quale polo di residenza e servizi, per l’intero versante orientale della Città Metropolitana.
Non credo che questo Consiglio riuscirà ad adottare il PUG, per cui questo diventerà uno degli argomenti principali della campagna elettorale ed uno dei banchi di prova del prossimo Consiglio.
Per ora sono pessimista, nonostante lo sforzo compiuto da un gruppo di volenterosi, ampiamente recepito, al momento dell’avvio del processo, nel documento d’intenti, in atto al basso profilo dell’attuale amministrazione si contrappone uno schieramento che vive di slogan massimalistici, senza un’idea chiara e realistica della strategia che può dare risposte concrete ai nodi che ho sommariamente accennato.






