Andare a vedere le “allegorie” di Nino Rizzo è come fare un tuffo dentro la Bagheria di ieri e di oggi, planando verso sogni e incubi. Nel sottotitolo l’autore fa capire a cosa si va incontro “un percorso visionario, trasognato, ironico…in una Bagheria senza tempo”.
La mostra è stata inaugurata a villa Cattolica a Bagheria e si potrà visitare ogni giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 18,00, gratuitamente. la mostra è patrocinata dall’associazione Bagnera.
Nino Rizzo nel corso degli ultimi mesi ha realizzato 43 tavole, a matita, in cui ha rappresentato alcuni fra i volti più conosciuto di Bagheria di ieri e contemporanei, alternandoli con alcuni personaggi più noti.
Ne è venuta fuori una sorta di Divina Commedia dantesca, senza distinzione fra Inferno, Purgatorio e Paradiso. Rizzo mette in mostra tutta la sua straordinaria maestria nel rappresentare i volti dei suoi compaesani, senza nessuna distinzione fra personaggi noti e meno noti.
E non è difficile, fra chi avrà il piacere di andare a vedere la mostra, di vedersi immortalati nei quadri di Rizzo. Straordinario è anche il rotolo di circa 10 metri, che si stagli in una delle pareti della mostra, con una storia onirica sulla città, fino ai 200 anni che si celebreranno a settembre.
Rizzo alterna fatti e personaggi, con molta ironia, come quando in una parete prende in giro Maurizio Cattelan e la sua banana, in questo caso diventa un coppo di scaccio, appeso alla parete.
”Rizzo viaggiatore incallito -scrive Maurizio Padovano nella presentazione- percorre e rappresenta sotto forma di viaggio la distanza tra realtà e narrazione che si configura nella storia di Bagheria. Una storia situata nei corpo e nel carosello di volti, noti e men noti, che si possono incrociare in una città o nell’immaginario che di questa città i suoi abitanti condividono. Goethe e Guttuso, Letizia Battaglia e Bruce Chatwin, Leonardo Sciascia e Vittorio De Sica, Giuseppe Tornatore e Francesco Michele Stabile, Ferdinando Scianna e Robert Capa, così come mille altri volti comuni ma non anonimi, nelle Allegorie viaggiano nel tempo e stanno gomito a gomito nella medesima trattoria, davanti allo stesso bar, in quel sito simbolico che è la Stazione ferroviaria o tra monumenti che sono in rovina”.
Aggiunge Lisa Sciortino: “le superbe allegorie di Nino Rizzo, realizzate pazientemente segno dopo segno in punta di matita, sono una esplosione di narrazione, storia, poetica, tecnica, meditazione, conoscenza, filosofia e fantasia”.






