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martedì 9 Giugno 2026

martedì 9 Giugno 2026

100 anni fa nasceva a Bagheria Elisabetta Bellavia, prima donna consigliere comunale che lottò per i diritti delle donne

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bellavia
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Cento anni da nasceva Elisabetta Bellavia, prima consigliere donna di Bagheria che si è battuta per tutta la vita per i diritti delle donne.
Bellavia  sfidò persino i pregiudizi dell’epoca.
Il suo amore per la città e per i suoi abitanti la indussero a candidarsi al consiglio comunale di Bagheria, ruolo che svolse per ben tre consiliature, dal 1956 al 1968, tra le fila del partito comunista.
Fu una delle fondatrici dell’Unione delle donne bagheresi. Elisabetta fu anche protagonista delle prime lotte per i diritti dei bambini, per le colonie estive, e contro il dazio sui beni di prima necessità.
Ricoprì il ruolo di dirigente alla Camera del Lavoro di Bagheria, per anni. Partecipava ai comizi in Piazza Madrice, accompagnata dalla fede nella lotta di classe, attiva nelle battaglie in consiglio comunale a difesa dei diritti della classe operai.
Elisabetta Bellavia rimase vedova a 34 anni, ebbe un figlio: Francesco e 3 nipoti: Gioacchino, Salvatore e Valerio Puleo.
Negli ani 50 emigrò in Svizzera, dove divenne responsabile sindacale per le lavoratrici italiane all estero.
Grazie a lei e alla sua lotta venne riconosciuto il diritto all’allattamento per le donne lavoratrici in Svizzera.
Alla morte del marito tornò a Bagheria. È stata anche dirigente regionale del PCI.

Qualche anno fa il comune di Bagheria pubblicò un libro a lei dedicato “Prove di Emancipazione – dal diario di una donna di Bagheria” e le ha intitolato una piazza, che sorge all’incrocio fra la via del Fonditore e via Luigi Capitani.
Nela prefazione del volume l’Assessorato alla Cultura  e alle Pari Opportunità della Città di Bagheria scriveva “le donne erano stanche di vivere in coabitazione e volevano una casa propria, era stanche di analfabetismo e volevano le scuole,  erano stanche del silenzio ed essere trattate  come strumento casalingo e volevano il loro posto nella società… In queste donne scorreva il sangue di quelle donne che con il loro lavoro di tessitura, di campagna, aiutavano il marito a dare il  volto di  città  a  Bagheria…”

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