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venerdì 17 Luglio 2026

venerdì 17 Luglio 2026

A Porticello “Compà”, osteria, pizzeria, con le radici nel passato e lo sguardo nel futuro

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cumpà
6 minuti

Torna aperta al pubblico a Porticello, “Compà” Osteria pizzeria, che si affaccia in una delle coste più elle e seducenti della Sicilia.
La ricetta è quella di non perdere di vista i gusti di una volta, con un tocco verso la modernità che non deve mancare in nessuna cosa. Quindi vintage ma non troppo.
Ne abbiamo parlato con uno dei titolari, Gaspare Marchese, volto noto, da anni, a Bagheria e dintorni.

Come nasce l’idea di Compà?
“Abbiamo voluto creare un’atmosfera che cattura necessariamente i turisti, che frequentano questa zona, sia nazionali che locali. E poi anche lo scopo è cercare, che è la parte più difficile, di convincere le persone nate in questa zona a frequentare questo posto per non fare perdere la vecchia tradizione della cucina siciliana con uno sguardo alla cucina nazionale.”

In che modo Compà si distingue dalle altre osterie?
“Vogliamo dare uno sguardo alla cucina nazionale e qualche tocco di internazionalità. Diciamo un mix importante dove, ribadisco, il senso della qualità a un prezzo onesto non essere mai perso di vista. Ho bisogno di creare una relazione con i nostri interlocutori.”

Qual è l’idea portante?
 “Puntiamo ad un progetto intimo e mediterraneo, dove la cucina diventa racconto di appartenenza.
Il pescato del giorno conserva il carattere del mattino, e ogni cosa sembra ricordare che la cucina, prima di essere esercizio creativo, è soprattutto gesto di appartenenza.”

Com’è nato il nome Compà?
“Il nome è una dichiarazione d’intenti. C’è il suono della familiarità, il calore di un invito non formale, il senso di una prossimità umana che in Sicilia coincide spesso con il modo stesso di stare a tavola. Nulla, in questa insegna, suggerisce distanza o costruzione. Tutto parla invece di vicinanza: di una cucina che vuole essere riconoscibile, di un ambiente che cerca l’intimità prima dell’effetto, di un’esperienza che punta a lasciare una sensazione limpida, quasi domestica.”

Come immagina questo luogo?
“Il nostro è un luogo semplice e autentico, e la semplicità, qui, non è mai banalità. È una scelta precisa. Significa dare centralità al territorio, lavorare con il pescato del giorno, affidarsi a ingredienti locali, rispettare la stagionalità e lasciare che i sapori mantengano il loro timbro originale. In un tempo in cui la ristorazione spesso rincorre formule e sovrastrutture, “Compa” sceglie una direzione diversa: sottrarre, asciugare, tornare all’essenziale. Non per nostalgia, ma per fedeltà.”

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Anche la scelta di Porticello, non è casuale
“Qui la cucina guarda al mare, nella relazione con pescatori e produttori, nella naturalezza con cui la materia prima diventa racconto. C’è una geografia emotiva, oltre che gastronomica, che attraversa il locale: il profumo del pesce appena cucinato, le erbe aromatiche, gli agrumi, l’olio buono, il ritmo di un paese che conserva una sua concretezza marinaresca. Ogni elemento contribuisce a costruire un lessico del gusto che appartiene profondamente a questa costa.”

Oltre alla gastronomia ci sono le pizze. Che hanno di particolare?
“Le nostre pizze sono lontane dall’essere una presenza accessoria. La pizza si inserisce con coerenza nell’identità del locale. Segue la stessa filosofia della cucina: impasti curati, attenzione ai tempi, equilibrio, leggerezza, rispetto della materia prima. È un’estensione naturale dell’osteria, non una concessione. In questo dialogo tra forno e cucina, tra tradizione popolare e precisione quotidiana, si riconosce un’idea di ristorazione misurata ma consapevole, capace di tenere insieme immediatezza e rigore.”

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Voi comunque puntate soprattutto sulla temperatura umana 
“L’accoglienza è un valore fondante, quasi al pari del cibo. E in effetti l’identità del locale sembra giocarsi proprio in questa zona delicata, dove un piatto ben eseguito incontra il calore di un luogo che non vuole impressionare, ma mettere a proprio agio. Il cliente, in questa visione, non è spettatore di una performance: è ospite. La differenza è sottile solo in apparenza; in realtà cambia tutto.”

In ultima analisi non volete stupire, ma farvi ricordare
“Giusto. Non vogliamo farci ricordare attraverso l’eccezione, bensì tramite la coerenza. Tornare, riconoscere un sapore, ritrovare un’atmosfera, sentire che quel tavolo sul mare custodisce ancora la stessa promessa di autenticità: è questa la soddisfazione che Marchese racconta come la più grande. Non l’evento straordinario, ma la continuità. Non l’effetto, ma il legame.”
Compà, via Roma, 79, Porticello Tel. 091712885
REDAZIONALE

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