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venerdì 17 Luglio 2026

venerdì 17 Luglio 2026

Luciano Maggiore, da Bagheria ai luoghi della musica sperimentale internazionale

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stefania morreale
stefania morreale
5 minuti

Nato a Palermo, cresciuto a Bagheria e oggi residente a Londra, Luciano Maggiore porta avanti da anni una ricerca artistica che unisce musica sperimentale, performance e osservazione del comportamento umano. Un percorso lontano dai circuiti mainstream, ma riconosciuto in diversi contesti internazionali dedicati alla ricerca sonora contemporanea.

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, Maggiore ha iniziato il suo percorso occupandosi parallelamente di pittura, performance art e musica noise. Col tempo, però, le due strade si sono separate per poi ricongiungersi dopo il trasferimento a Londra, città in cui vive da undici anni. «Ho iniziato a integrare la performance art con la musica — racconta — e quello che faccio adesso è una ricerca sperimentale sul modo di mettere in scena l’atto musicale».
Una definizione non semplice da sintetizzare, anche perché il lavoro dell’artista siciliano si muove tra linguaggi diversi. Concerti acustici costruiti con voce, piccoli oggetti, percussioni, movimenti corporei e azioni performative che trasformano lo spazio e il pubblico in parte integrante dell’esperienza.

«Mi piace pensare di essere un musicista — spiega — anche se oggi i confini tra i linguaggi artistici sono sempre più sfumati».
Tra gli esempi più estremi del suo lavoro c’è una performance realizzata anni fa in una galleria, durante la quale per oltre trenta minuti ha preso a calci il perimetro di un muro, trasformando il gesto fisico in ritmo e suono. Un modo per riflettere sull’idea stessa di musicalità e sui mezzi non convenzionali attraverso cui il suono può essere prodotto.
Il rapporto con il pubblico rappresenta uno degli elementi centrali della sua ricerca. L’artista osserva le reazioni degli spettatori durante i concerti e utilizza quei comportamenti per prendere decisioni in tempo reale.

«Il mio lavoro si nutre molto della risposta del pubblico. Non invito le persone a partecipare direttamente, ma uso il loro comportamento per orientare il concerto».
Una pratica che cambia anche in base ai Paesi e ai contesti culturali. Negli anni l’artista ha portato i suoi lavori in diverse città europee, notando reazioni spesso molto differenti.
«In Finlandia o in Belgio alcune cose facevano molto ridere, mentre in Grecia il pubblico restava immobile. È interessante vedere come cambino le risposte culturali».

Negli ultimi anni la sua attività internazionale si è intensificata. Dopo recenti appuntamenti a Milano, Belfast, Brighton, Londra, nei prossimi mesi sarà impegnato in festival tra Corea del Sud e Cina, dove presenterà nuovi lavori e porterà avanti la registrazione di un nuovo disco.
Nonostante il percorso internazionale, Maggiore tiene però a ridimensionare l’idea di “artista famoso”.
«Lavoro in un ambiente piccolo, la musica sperimentale è un mondo di nicchia, con un pubblico ristretto ma molto informato».
In Sicilia ha suonato poche volte, soprattutto a Palermo, ospite di realtà legate alla musica sperimentale e ai linguaggi contemporanei. Pur vivendo lontano dalla sua terra da molti anni, mantiene ancora alcuni legami affettivi con Bagheria e con amici sparsi tra Italia ed Europa.

Con grande modestia, Luciano Maggiore evita qualsiasi enfasi sul proprio percorso internazionale. Eppure, dietro il suo racconto misurato, emerge il profilo di un artista con oltre vent’anni di esperienza, una ricerca riconosciuta nel panorama della musica sperimentale e una rete di collaborazioni costruita tra Europa e Asia. Più che ai premi o alla visibilità, però, l’artista sembra dare valore alla continuità del proprio percorso umano e artistico: «Non partecipo a premi o concorsi. La cosa di cui sono più contento è avere trovato nel tempo persone e spazi che hanno sostenuto il mio lavoro, invitandomi a tornare e a continuare a produrre musica».

foto di Helena Roig

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