Operazione dei carabinieri per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane.
L’attività sviluppata dall’Arma dei Carabinieri di Petralia Sottana, coadiuvati dall’Arma locale, hanno dato esecuzione a una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 53enne catanese. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo è accusato di truffa aggravata ai danni di un’anziana residente a Geraci Siculo.
Nel pomeriggio successivo a Castelbuono, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù, unitamente ai militari della locale Stazione, hanno arrestato due soggetti ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata ai danni di una donna di 83 anni.
Anche in questo caso i malfattori, fingendosi Carabinieri, avevano contattato telefonicamente la vittima rappresentando una falsa emergenza giudiziaria riguardante un familiare e richiedendo la consegna di denaro contante. Determinante, però, è stata la lucidità dell’anziana: insospettitasi, la donna ha immediatamente contattato il NUE 112, consentendo ai militari dell’Arma di intercettare e bloccare in tempo il veicolo in fuga con a bordo i due sospettati.
Un’ulteriore importante operazione è stata sviluppata nel pomeriggio del 14 maggio a Misilmeri. I militari del N.O.R. e della locale Stazione Carabinieri hanno arrestato in flagranza tre catanesi, ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni di una pensionata del luogo.
Anche in questa circostanza la vittima, contattata telefonicamente da sedicenti appartenenti all’Arma, era stata convinta a consegnare denaro e gioielli. Fondamentale si è rivelata la tempestiva richiesta di aiuto avanzata dalla donna alla Stazione Carabinieri di Misilmeri. L’allarme ha permesso ai militari di individuare rapidamente i responsabili, recuperare integralmente il bottino di denaro e preziosi, e riconsegnarlo alla legittima proprietaria. Nel corso dell’operazione, uno degli arrestati è stato inoltre deferito all’Autorità Giudiziaria per falsità materiale, poiché trovato in possesso di targhe contraffatte rinvenute all’interno dell’autovettura utilizzata dal gruppo, finita sotto sequestro.






