Sono tornati a vivere, dopo un lungo e difficile percorso che li ha portato ad una seconda rinascita.
Sono tre ragazzi che hanno concluso il percorso terapeutico al centro “Casa dei Giovani” di Bagheria.
Marco di 44 anni, di Palermo, Gaetano di 36 anni di Noto e Corrado di 54 anni di Giardini Naxos, sono stati festeggiati dagli altri ragazzi al centro terapeutico di contrada Incorvino alla periferia di Bagheria.
Il centro nato nel 1983 grazie a padre Salvatore Lo Bue, attualmente ospita 20 ragazzi che stanno seguendo il percorso terapeutico. Nel corso degli anni molti i giovani che sono riusciti a concludere il percorso, ma non sono mancati anche i fallimenti.
Ha fatto gli onori di casa Biagio Sciortino, direttore del centro.
Alla festa erano presenti anche una rappresentanza dei giovani ospiti nel centro di Mazara, i familiari dei ragazzi e anche alcuni alcuni amministratori bagheresi, fra assessori e consiglieri comunali.
Le storie dei tre ragazzi che hanno concluso il percorso sono uguali a quelle di tanti altri: anni vissuti nella dipendenza da droghe e quando si tocca il fondo, la speranza di uscirne fuori, attraverso un centro terapeutico, lungo e non sempre facile.
Ma loro da ieri possono gioire. Marco, cuoco, ha 20 anni di dipendenze alle spalle. E può essere contento perché ce l’ha fatta.
“Sinceramente non credevo di potercela fare -racconta- il mio trascorso nella tossicodipendenza è stato difficile. Oggi raggiungo un traguardo importante per me e per la mia famiglia. Prima mi nascondevo. Adesso posso dire che chi fa uso di stupefacenti deve dirlo e cercare aiuto. L’esperienza alla casa dei giovani non è stata facile perché qui non siamo in villeggiatura. Ma ce l’ho fatta.”
Gaetano, panettiere, è più taciturno. “Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato -dice- Dopo 4 mesi volevo andarmene. Poi ho messo da parte le mie paure e sapevo quello che volevo. Qui sono stato aiutato ad uscire dal tunnel e adesso vado avanti.”
Soddisfatto per il traguardo raggiunto per tre giovani il direttore Biagio Sciortino: “oggi festeggiamo la vita -dice- ai ragazzi dico che fuori è difficile ma sono fiducioso.”
L’assessore alle politiche sociali Emanuele Tornatore ha sottolineato l’importanza della giornata “qui mi sento a casa. E’ uno spazio in cui si celebra la vita.”
Alcuni ragazzi hanno dedicato dei pensieri molto toccanti ai tre che usciranno dalla comunità e dopo tutti a tavola con la rosticceria preparata dai cuochi del centro.







