Nel 1835 villa Valguarnera ospitò una festa sfarzosa, descritta da un viaggiatore americano: Parker Willis Nathaniel.
La descrizione della festa è inserita nell’opera“Pencillings by the Way”, pubblicata a Londra nel 1835.
Venne in Sicilia e a Bagheria nel 1835.
Di seguito il resoconto.
Eventi a Bagheria
“Siamo andati al nostro appuntamento. Alla fine di un bel viale sorgeva un grande palazzo in un gusto più moderno rispetto a quelli che avevamo lasciato. La folla di carrozze, i medaglioni dorati sparsi per le scale e nella passeggiata formale del giardino, gli abiti della banda della nave che suonavano sulla terrazza e le truppe di signore e signori in ogni direzione, davano un’aria di trambusto per la maestosa struttura che avrebbe potuto ricordare i giorni in cui le statue furono portate per la prima volta nei loro piedistalli. La vecchia sala fu aperta alle due e i tavoli si estendevano da un’estremità all’altra, carichi di ogni lusso della stagione e in grado di ospitare sessanta o settanta persone, usurpando il luogo del romanticismo inconsistente e portando volentieri lo sbandato più selvaggio dal suo divagare.
Nessun costo era stato risparmiato e l’ospitale console (un bostoniano) ha onorato la sua tavola in un modo che ha suscitato con forza il mio orgoglio del paese e del luogo di nascita. Erano presenti tutti gli inglesi residenti a Palermo: ed è stato più piacevole per me che i loro connazionali siano in genere gli unici donatori di generosi spettacoli in Europa. Si sente una riflessione così lontana sul suo paese all’estero.
L’ospitalità liberale ed elegante di uno dei nostri connazionali a Firenze mi è servito ad una migliore argomentazione contro l’accusa di durezza e di egoismo sollecitata sulla nostra nazione, di tutto ciò che potrebbe essere tratto dai riconoscimenti dei viaggiatori. Alla fine della cena, trascorse un’ora per il caffè, in un piccolo salone, macchiato, secondo la moda di Pompei. Poi ci riunimmo su una grande terrazza di fronte al mare, e con la banda nella galleria sopra, iniziarono balli che durarono fino a un’ora o due al chiaro di luna.
Il tramonto ebbe l’eterna ma instancabile gloria dell’estate italiana, e nessuno si sedette mai durante la festa. Tra gli inglesi c’erano una o due belle ragazze; e con le quattro donne appartenenti allo squadrone (la famiglia del commodoro e il capitano Reed), i ballerini erano sufficienti per includere tutti gli ufficiali. La scena nella luce soffusa della luna era come la descrizione di un vecchio racconto.
L’ampio mare su entrambi i lati, rotto dal promontorio di fronte; la lontana mezzaluna di luce che getta uno sguardo sul lungomare di Palermo. Il solenne vecchio palazzo intorno a noi con le finestre basse, dove si passeggiava sul terrazzo; la musica e i suonatori; tutti hanno mescolato una scena che è disegnata con linee vive e vivaci nella mia memoria. Ci separammo senza volerlo e, raggiungemmo Palermo verso mezzanotte.”
Tratto dal libro “Bagheria fra mostri e viaggiatori”, di Martino Grasso, pubblicato nel 2020
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